Salvate il soldato Di Maio

Come ha giustamente rilevato la sondaggista Alessandra Ghisleri in un suo breve intervento nel corso di un tg di La7, l’elettorato delle due forze al Governo, in particolare quello grillino, continua a restare in una sorta di vigile aspettativa nei riguardi delle miracolose promesse avanzate dai loro beniamini politici. Ma nel momento in cui, ha proseguito la nostra nel ragionamento, tale aspettativa dovesse rivelarsi infondata per qualcuno, ad esempio non ricevendo il mitico reddito di cittadinanza, o ricevendolo in dosi omeopatiche, quest’ultimo toglierebbe in un battibaleno il proprio sostegno a chi non è stato in grado di mantenere la sua sfolgorante promessa elettorale.

In questo senso, considerando le cifre previste dall’Esecutivo giallo-verde per onorare i due capitoli di spesa più significativi – il superamento della Legge Fornero e il citato reddito di cittadinanza – ci vorrà più di un miracolo per accontentare la smisurata platea di cittadini, oltre 10 milioni, che sono in trepida attesa di un reddito minimo garantito di 780 euro e di una analoga pensione di cittadinanza. Come ho avuto modo di scrivere su queste pagine, con i 9 miliardi previsti, a cui si verrebbero aggiunte le briciole molto incerte del taglio alle pensioni superiori ai 4.500 euro mensili netti, si possono sostanzialmente fare due cose, come ha correttamente sottolineato di recente un parlamentare di Forza Italia: o si dà un congruo sussidio a ben pochi, nell’ordine di un massimo di due milioni di soggetti, prevedendo comunque qualche piccola decurtazione qua e là; oppure si dà una poco più che simbolica mancetta di circa 90 euro a tutti. Tertium non datur, se la matematica continua a non essere un’opinione.

Ora, tutto ciò, al netto dei fondamenti teorici di questa ennesima misura smaccatamente assistenzialistica la quale, insieme al superamento della legge Fornero, viene giudicata assai negativamente dai mercati e dalle principali istituzioni finanziarie italiane ed estere, è rapidamente destinato a tradursi in un colossale problema politico per Luigi Di Maio. Da qui il suo crescente nervosismo manifestato in questi ultimi tempi, e malamente celato dietro lo specchietto per le allodole di un trionfalismo falso come l’ottone.

In pratica, consapevole che prima o poi l’asino dell’annunciata abolizione della povertà cadrà malamente sulle cifre, rendendo evidente a tutti che ci si dovrà accontentare di un reddito a base di fichi secchi, idem con patate per le pensioni di cittadinanza, il povero “Giggino ‘o webmaster” non ci dormirà la notte nel vano tentativo di inventarsi un qualche complotto con cui spiegare al suo popolo che qualcosa non ha funzionato. Ma in questo caso, dopo aver raccontato per anni balle spaziali con tanto di bollinatura ad uso e consumo dei gonzi, per salvare il soldato Di Maio dall’ira funesta dei milioni di suoi elettori che resteranno a bocca asciutta, o quasi, forse non basterà neppure il Corpo dei Marines.