Teoria monetaria moderna (ma non troppo)

C’è una teoria la cui popolarità sta salendo alle stelle soprattutto negli Stati Uniti grazie alla nuova generazione di socialisti “democratici” che l’ha abbracciata senza riserve perché renderebbe possibili tutte le loro folli spese. Poiché dà l’illusione di poter soddisfare qualsiasi promessa elettorale, è facile che contagi altri paesi. Si tratta della teoria monetaria moderna (Tmm), una teoria che, sostanzialmente, sostiene che un governo non avrebbe bisogno di finanziare la spesa in deficit riscuotendo più tasse o emettendo obbligazioni per farsi prestare denaro, semplicemente perché…i deficit non esisterebbero più. I deficit esistono solo in un sistema in cui il governo prende a prestito e paga interessi. Ma se il governo, invece di prendere a prestito, creasse direttamente il denaro, lo stato non dovrebbe più rimborsare né capitale né interessi. Si avrebbe dunque una monetizzazione diretta senza indebitarsi e essere sottoposti al giudizio del mercato del credito  cosicché il governo potrebbe coronare il sogno di spendere senza limiti realizzando la piena occupazione senza mai risultare insolvente. Tuttavia, una volta raggiunto questo obiettivo, il rischio sarebbe l’inflazione e, quindi, la svalutazione monetaria. Ma il problema è superabile perché per mantenere il livello dei prezzi stabile, basterebbe aumentare il prelievo fiscale e rimuovere l’eccesso di moneta. Dopotutto, per gli evangelisti della Tmm, l'economia è come una vasca da bagno: si apre il rubinetto della spesa e si riempie la vasca. Se l’acqua sta per traboccare, la si fa defluire aprendo lo scarico. Più semplice di così!
 
La teoria monetaria moderna, come la teoria keynesiana, fa parte di quel filone di pensiero che accredita allo Stato la capacità di creare l’eldorado economico presupponendo che al governo ci siano dei saggi incorruttibili che lo realizzino spendendo soldi che non hanno. Non è una teoria perché non cerca di spiegare la realtà ma la nega. Gli elettori vogliono pasti gratis ma la realtà (e la logica) afferma: i pasti gratis non esistono!. La Tmm però ribatte  "Certo che esistono, se si tiene l’inflazione sotto controllo!".  La teoria non è neppure moderna ma è in circolazione da secoli, anzi da millenni. E’ infatti l’ennesima versione dell’antico tentativo di creare ricchezza dal nulla.
 
Mentre la teoria keynesiana conserva una patina di rispettabilità perché presuppone una banca centrale e un mercato del debito che abbassa e alza i tassi di interesse a seconda del merito del credito del debitore, la Tmm elimina tutto questo schema perché è la tesoreria di stato a finanziare direttamente qualsiasi programma che serva a far felice e mantenere l’elettorato. La Ttm è una specie di Quantitative easing per il popolo: gli riempirebbe subito le tasche, aumenterebbe la domanda di consumo, pagherebbe l’università a tutti e l'assicurazione sanitaria ai non assicurati. Ma non potrebbe aumentare lo stock di case, infrastrutture, letti d'ospedale, beni strumentali e di consumo perché per creare tutto questo ci vogliono i mezzi di produzione che lo Stato non possiede e che possono essere finanziati solo dal capitale privato che però svanirebbe non appena un governo annunciasse di applicare una simile teoria. Come è accaduto, ad esempio, in Venezuela, dove il governo ha già stampato tutto il denaro possibile per pagare i servizi sociali promessi ai cittadini creando però uno dei peggiori casi di depressione inflazionistica nella storia mondiale. Gli apologeti della Tmm risponderanno che l'esperimento è fallito perché il governo non ha speso nel modo giusto, che non ha prestato attenzione al tasso di inflazione continuando a stampare denaro a ritmo sostenuto, e che è colpa della corruzione. Il fatto è che è proprio la spesa senza vincoli interni e esterni a creare corruzione mentre è impossibile “ottimizzare” l’inflazione a piacimento perché, una volta innescata si trasforma in un processo totalmente incontrollato e inarrestabile È come spostare la barra di controllo in un reattore nucleare. Se ci si sbaglia di poco, il reattore ucciderà milioni di persone. Nessuno in Venezuela si preoccupa delle tasse, si preoccupa di trovare cibo e acqua e di non morir di fame, cercando di sbarazzarsi della valuta locale a un ritmo più rapido di quello con cui il governo la produce.
 
La Tmm è una contraffazione del denaro su scala gigantesca che gratifica nel breve ma porta al fallimento il paese che l’adotta perché i “buoni di acquisto” distribuiti senza limite dallo stato, quando vengono spesi sottraggono, senza aggiungerne, le risorse già esistenti lasciando nell'economia un buco nero che risucchia ogni valore in un vortice gravitazionale del momento che svuota il futuro economico. Le misure monetarie che attribuiscono al denaro una funzione che non ha, portano sempre a questi risultati come conferma la storia e l’attualità.
 
Per capirlo, i promotori di tali teorie dovrebbero leggere Adam Smith: «Il denaro che circola in un paese, scrive Smith, si può paragonare a una strada maestra che, pur essendo il mezzo per far circolare e trasportare al mercato tutti i prodotti, non ne produce nessuno»… «il denaro è il mezzo attraverso il quale l’intero reddito della società viene regolarmente distribuito tra tutti i suoi diversi membri… Il grande meccanismo della circolazione è completamente diverso dai beni che per suo mezzo vengono fatti circolare. Il reddito della società consiste interamente in quei beni e non dal meccanismo che li fa circolare». (La Ricchezza delle Nazioni, Libro II).