Playoff Champions: male Juve e Atalanta

Serata europea da dimenticare per Juventus e Atalanta, con due sconfitte pesanti nei playoff di Champions League e un appuntamento decisivo ancora da disputare. Il bilancio dei primi 90 minuti del turno preliminare è in negativo per la Vecchia signora: la Juventus travolta in Turchia, l’Atalanta costretta a rincorrere dopo il ko in Germania e l’Inter chiamata questa sera a un banco di prova insidioso in Norvegia contro il Bodø/Glimt. All’Ali Sami Yen Spor Kompleksi la Juventus incassa una sconfitta che pesa non solo nel punteggio, ma soprattutto nell’economia del doppio confronto. Il Galatasaray si impone 5-2 nell’andata del playoff, indirizzando con decisione la qualificazione e mettendo i bianconeri con le spalle al muro in vista del ritorno. La formazione guidata da Okan Buruk colpisce con continuità, sfruttando le amnesie difensive degli ospiti soprattutto nella ripresa. Dopo un primo tempo chiuso in vantaggio grazie alla doppietta di Teun Koopmeiners – unica nota positiva di una serata complicata – la squadra di Luciano Spalletti si scioglie progressivamente.

Decisiva anche l’espulsione di Juan Cabal al 67, che lascia i bianconeri in inferiorità numerica nel momento più delicato del match. Per i padroni di casa vanno a segno Gabriel Sara, Noa Lang (autore di una doppietta), Davinson Sanchez e Sacha Boey, in una gara che conferma la doppia natura dei turchi: devastanti in fase offensiva, vulnerabili quando costretti a difendere con ordine. Sul piano tattico, la scelta di schierare Weston McKennie come prima punta – complice l’assenza di Jonathan David per un problema all’inguine – si rivela azzardata. Di contro, il Galatasaray propone un undici spiccatamente offensivo: Victor Osimhen riferimento centrale, tre trequartisti a supporto, terzini di spinta come Roland Sallai e Ismail Jakobs e Sara nei due di centrocampo. Una struttura aggressiva che, pur concedendo spazi, produce un volume d’occasioni nettamente superiore.

ATALANTA, DUE RETI DA RECUPERARE A BERGAMO

Percorso in salita anche per l’Atalanta, sconfitta 2-0 in casa del Borussia Dortmund. Un risultato in parte perdonabile – per via della forza del Bvb – maturato integralmente nel primo tempo, con Serhou Guirassy e Maximilian Beier a segno, e che obbliga ora la formazione di Raffaele Palladino a una rimonta al ritorno. L’avvio è traumatico: dopo appena due minuti Odilon Kossonou si fa sovrastare da Guirassy in occasione della rete che ha rotto il ghiaccio. Il raddoppio arriva al 42, ancora sull’asse Guirassy-Beier: profondità, superiorità fisica su Berat Djimsiti e pallone in mezzo per il tap-in del centravanti, lasciato colpevolmente solo. L’Atalanta prova a reagire, insistendo sulla corsia sinistra con la catena Sead Kolašinac-Lorenzo Bernasconi-Nicola Zalewski, ma una volta entrata negli ultimi 16 metri manca precisione e incisività. I gialloneri, al contrario, ogni volta che accelerano danno la sensazione di poter far male. Nella ripresa il copione non cambia. I tedeschi amministrano con ordine, senza esporsi. Al 56episodio dubbio in area su Nikola Krstović, ma l’arbitro Serdar Gözübüyük lascia proseguire. All’88il tentativo da fuori del neoentrato Lazar Samardzić è neutralizzato senza difficoltà da Gregor Kobel. Il 2-0 resta immutato fino al triplice fischio: al ritorno, al Gewiss Stadium di Bergamo, servirà una prova di ben altra intensità per riaprire il discorso qualificazione.

INTER, ESAME DI MATURITÀ CONTRO IL BODØ/GLIMT

Questa sera tocca all’Inter, impegnata all’Aspmyra Stadion contro il Bodø/Glimt. In palio l’accesso agli Ottavi di Finale di Champions, in un confronto che si preannuncia insidioso per condizioni ambientali e caratteristiche dell’avversario. I nerazzurri arrivano dalla vittoria in rimonta contro la Juventus in campionato e cercano continuità europea dopo una fase a Gironi caratterizzata da solidità alternata a qualche passaggio a vuoto contro le big. Cristian Chivu dovrebbe affidarsi al suo solito 3-5-2: Yann Sommer tra i pali; Francesco Acerbi, Alessandro Bastoni e Yann Bisseck in difesa; esterni Luis Henrique e Carlos Augusto; in mezzo Nicolò Barella ed Henrikh Mkhitaryan; davanti Lautaro Martínez e Pio Esposito, favoriti su Marcus Thuram e Ange-Yoan Bonny. La squadra norvegese ha dimostrato di poter mettere in difficoltà avversari di rango come il Manchester City e l’Atletico Madrid, grazie a un gioco verticale e a ripartenze rapide. Per l’Inter sarà determinante mantenere equilibrio, evitare cali di concentrazione e gestire la pressione di uno stadio tradizionalmente caldo.

Aggiornato il 18 febbraio 2026 alle ore 17:06