Milano Cortina si tinge di azzurro. Sulla neve di Cortina d’Ampezzo, Bormio e Livigno l’Italia mette a segno vittorie e record olimpici. Un’edizione che è già entrata prepotentemente nella storia sportiva del Paese. Ventidue medaglie, un bottino che riporta la memoria a 30 anni fa ma che, numeri alla mano, assume contorni ancora più significativi. Ai XXV Giochi di Milano Cortina 2026, le quattro medaglie conquistate ieri – due delle quali d’oro – spingono la spedizione tricolore verso il primato assoluto per l’Italia in un’olimpiade invernale. Dopo 32 anni e sette Olimpiadi, Lillehammer 1994 non è più un limite invalicabile. All’epoca il 20° podio arrivò soltanto nell’ultima giornata, con l’argento di Alberto Tomba nello slalom. Oggi, invece, il calendario offre ancora ampi margini: le medaglie in palio sono numerose e l’Italia è competitiva in più discipline. Nel medagliere generale gli azzurri occupano la seconda posizione alle spalle della Norvegia – avanti di sole due medaglie ma con 11 ori – mentre i successi italiani sono distribuiti su nove discipline, mai così tante in precedenza. Se a Lillehammer furono cinque, l’attuale pluralità certifica una crescita strutturale del movimento. La Federazione italiana sport del ghiaccio conta tre ori e un totale record di 17 atleti medagliati; la Federazione italiana sport invernali tocca quota 21 medaglie, miglior risultato della propria storia olimpica.
L’Inno di Mameli ha risuonato all’ora di pranzo, quando la Tigre di La Salle, Federica Brignone, ha dominato lo slalom gigante dopo il successo nel SuperG di giovedì, diventando l’unica sciatrice italiana capace di conquistare due ori nella stessa edizione dei Giochi. Prima di lei, per l’Italia, l’impresa era riuscita soltanto a Tomba. È sua la medaglia che ristabilisce l’equilibrio con il passato, pochi minuti dopo il bronzo della staffetta maschile del fondo in Val di Fiemme, dove il quartetto composto da Caterina Ganz, Elia Barp, Martino Carollo e l’intramontabile Federico Pellegrino ha portato a casa un podio contro i mostri sacri del fondo. La giornata, tuttavia, non si è fermata lì. A Livigno Michela Moioli ha costruito una delle sue rimonte caratteristiche e, insieme a Lorenzo Sommariva, ha centrato l’argento nello snowboard cross a squadre miste, risultato che aggiorna ulteriormente le statistiche azzurre. Poco dopo è stata Anterselva a celebrare il primo oro olimpico del biathlon italiano: nell’inseguimento femminile 10 chilometri ha trionfato Lisa Vittozzi, firmando la 22ª medaglia complessiva e l’ottavo oro di un’edizione che ha già riscritto i registri federali.
Considerando anche le discipline a squadre, sono 38 gli azzurri finora saliti sul podio: 21 uomini e 17 donne. Ma c’è un dato che conferma la centralità del contributo femminile: sei ori su otto portano la firma delle donne, cui si aggiunge quello della staffetta mista dello short track guidata da Elisa Confortola e Arianna Fontana. Sul piano economico, i premi già assegnati agli atleti italiani sfiorano i cinque milioni di euro, cifra mai raggiunta prima in un’olimpiade invernale. A sette giorni dalla conclusione, Milano Cortina 2026 è già un capitolo da Guinness world record: per ampiezza del medagliere, distribuzione delle discipline e impatto complessivo sul sistema sportivo nazionale. E con un margine ancora aperto per aggiornare ulteriormente la storia.
Aggiornato il 16 febbraio 2026 alle ore 11:03
