Milano si prepara all’inaugurazione delle Olimpiadi

Milano si prepara alla sfida organizzativa delle Olimpiadi di Milano Cortina, tra gestione dei flussi, infrastrutture strategiche e chiarimenti sul fronte della sicurezza. Il sindaco Giuseppe Sala, a 10 giorni dall’inaugurazione, ha ridimensionato i timori legati a un possibile sovraffollamento della città, spiegando che l’impatto dei Giochi sarà sostenibile. “Noi reputiamo che a Milano vengano 400mila persone più del solito”, in occasione delle Olimpiadi invernali, “che è un tema, ma se ci pensate durante il Salone del mobile ne arrivano anche altrettante e ancora di più quindi credo che gestiremo bene la situazione”, ha dichiarato in diretta a Rtl 102.5. Il primo cittadino ha ammesso che non mancheranno criticità logistiche, a partire dalla mobilità urbana. “Vedo ovviamente qualche necessario disagio per la città. Il prefetto, e io rispetto la decisione, ha deciso di chiudere le scuole il giorno prima – ha aggiunto – Non sarà facile muoversi quel giorno, però non vedo il rischio di overtourism. Le Olimpiadi invernali sono diverse da quelle estive, hanno un peso importantissimo dal punto di vista reputazionale per quello che lasciano, pensate come immagine a Torino 2006”. Sala ha quindi richiamato le caratteristiche peculiari dell’evento: “Ma è chiaro che sono a febbraio e sono divise in varie location. Non è che c’è da immaginare che arriveranno milioni di persone”.

Sul piano delle infrastrutture, procede intanto il rafforzamento dei servizi essenziali nei territori olimpici. E-Distribuzione, società del Gruppo Enel responsabile della rete elettrica, ha completato un piano di interventi da oltre 16 milioni di euro per il potenziamento della distribuzione a Cortina dAmpezzo e nel Cadore. L’obiettivo è garantire un sistema moderno e resiliente, in grado di sostenere le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, accompagnando al tempo stesso la crescita del turismo, l’elettrificazione e la qualità del servizio in un’area che comprende più di 20 comuni e circa 30mila abitanti. Il progetto ha incluso la realizzazione di una nuova cabina primaria ad Arabba, progettata con un’architettura ispirata alle baite di montagna, la costruzione di 14 nuove cabine secondarie a Cortina e una al Passo Falzarego, oltre al rinnovamento e potenziamento di altre 8 strutture esistenti. Sono stati posati oltre 26 chilometri di nuove linee di media tensione, in gran parte interrate, e dismessi 32 chilometri di linee aeree, con benefici rilevanti in termini di sicurezza, impatto paesaggistico e resistenza agli eventi climatici estremi, sia invernali sia estivi.

Quattro delle nuove cabine secondarie serviranno direttamente siti olimpici strategici – la pista da bob, lo stadio del ghiaccio, il villaggio olimpico e la Pista Olimpia – mentre le restanti rafforzeranno la rete territoriale. Le attività in quota, concentrate in finestre temporali limitate, hanno richiesto l’impiego di mezzi speciali e un costante coordinamento con le amministrazioni locali, per conciliare esigenze tecniche e tutela ambientale. L’infrastruttura rappresenta una delle principali “eredità” dei Giochi per Cortina e l’intero Cadore, essendo progettata per assicurare continuità del servizio anche in condizioni di emergenza. In vista dell’avvio delle competizioni, E-Distribuzione ha inoltre predisposto un programma dedicato di presidio delle venue olimpiche, con personale e risorse tecniche rafforzate sul territorio.

Si parla tanto in questi giorni della presenza dell’Immigration and custom enforcement a Milano Cortina, tant’è che Giovanni Malagò è intervenuto sull’argomento, nel giorno in cui la petizione per non far atterrare l’Ice in Italia ha raggiunto le 15mila firme. L’Agenzia americana, ha chiarito Malagò, “sarà esclusivamente per fatti tecnici e non è un discorso che riguarda la sicurezza delle Olimpiadi”. Il presidente della Fondazione Milano Cortina ha spiegato che si tratta di una prassi consolidata: “Questo, per quello che so, avviene normalmente o quasi normalmente, quando ci sono presidenti o vicepresidenti o, come in questo caso, il Segretario di Stato americano – ha aggiunto Malagò – Peraltro, ci sono anche altri Paesi che hanno una loro attività di sicurezza a supporto specifico del Capo di Stato. Non è un discorso che riguarda le Olimpiadi, ma la singola persona. Insomma – ribadisce – si tratta di fatti tecnici”.

Aggiornato il 27 gennaio 2026 alle ore 18:40