Milano Cortina, esplode lo “scandalo tedofori”

L’Uomo gatto di Sarabanda, Jackie Chan, Massimiliano Allegri. Sono solo tre delle migliaia di tedofori che stanno accompagnando la fiamma olimpica nel suo viaggio per lo Stivale, quando manca meno di un mese all’inizio delle attesissime Olimpiadi di Milano Cortina. Ma i giochi invernali, non ancora cominciati, già si tingono di giallo. Infatti, moltissimi hanno notato che diversi miti dello sport invernale azzurro non sono stati presi in considerazione per portare la fiamma sacra fino al braciere finale. Tra i perplessi, parecchi sono in quota Lega, tant’è che il partito del vicepremier ha illustrato come “la scelta dei tedofori, che non ha previsto il coinvolgimento complessivo dei miti dello sport, è incomprensibile e sconcertante. Anche perché non è stata in alcun modo concertata con il ministero di Matteo Salvini che più di tutti si è speso per la realizzazione dei Giochi”. Lo scrive in Carroccio in una nota. “Peraltro, oltre che come membro del Governo, Salvini ha voluto con grande determinazione Milano Cortina anche come leader del partito, basti pensare all’eccezionale spinta degli amministratori locali a partire dai presidenti di Regione – aggiunge il partito – L’auspicio è che venga trovata una soluzione al più presto”.

Anche il Ministero dello Sport è rimasto spiazzato dalle decisioni della Fondazione Milano Cortina. Il ministro Andrea Abodi ha “già chiesto informazioni a Milano Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione. In linea di principio è evidente che le leggende dello sport, chi ha fatto la storia, dovrebbe essere tenuto in assoluta e grandissima considerazione. Sono rimasto anche io un po’ spiazzato oggettivamente, perché di fronte a un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola tra 10.001 tedofori credo che la platea degli olimpionici dovesse essere un’avanguardia, proprio per la testimonianza che hanno dato nell’attività sportiva e che molti continuano a dare ancora generosamente andando in giro per l’Italia, nelle scuole, agli eventi, per testimoniare i valori dello sport. Questo è il tour della fiaccola che rappresenta i valori del fuoco olimpico che le persone devono mettere in campo con le parole ma soprattutto con i fatti. Quindi mi riservo di avere tutte le informazioni per poi esprimere una valutazione”, ha spiegato Abodi.

Resta ora da capire se questa gestione potrà avere conseguenze per Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, e per il numero uno del Coni Luciano Buonfiglio. Lo si scoprirà presto. Intanto, prendendo in prestito le parole dell’Espresso, “magari servivano a risolvere questo e molti altri problemi i 380 assunti della Fondazione fra i quali spiccano i nomi di Cochis La Russa, figlio di Ignazio, Silvia Draghi, nipote di Mario, Ursula Bassi, fedelissima di Matteo Renzi, Antonio Marano, ex direttore del Tg2”. Cerchiamo di ricostruire il criterio di scelta per i tedofori “vip”: Achille Lauro, cantautore e stella del panorama musicale italiano: sì; Piero Gros, oro nello slalom speciale ai Giochi di Innsbruck 1976 e vincitore due anni prima della Coppa del mondo di slalom gigante e di quella generale, no. L’Uomo gatto, super esperto di musica del gioco a premi Sarabanda, sì; Silvio Fauner, artefice della vittoria in volata nella staffetta doro ai Giochi di Lillehammer 1994 – considerato ufficialmente uno dei 10 miracoli sportivi italiani di sempre – no. Neanche Cristian Zorzi, Maurilio De Zolt (tre volte medaglia olimpica) e Gabriella Paruzzi (cinque volte medaglia olimpica) sono stati interpellati. E infine, oltre lo smacco, la beffa: non sono stati proprio invitati dal Coni a vedere le Olimpiadi. Fauner ha ammesso alla Gazzetta dello Sport che ci andrebbe pure a vedere le gare, se solo trovasse un biglietto, ma stanno andando a ruba.

Aggiornato il 14 gennaio 2026 alle ore 15:24