Medicina a km 0. Informare correttamente, superare timori e pregiudizi, coinvolgere le nuove generazioni e trasformare un gesto occasionale in una scelta consapevole e continuativa sono alcune delle sfide che attendono oggi il mondo della donazione. 

Ne parliamo con Giovanni Bernabei, per ripercorrere le origini del Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati”, approfondire il valore della sua missione al Policlinico Gemelli e comprendere come la tradizione della solidarietà possa incontrare le opportunità offerte dalla tecnologia, senza perdere il suo elemento più importante: il rapporto umano tra chi dona e chi riceve.

Professionista del settore audiovisivo italiano, Giovanni Bernabei, figlio di Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai e protagonista di una stagione fondamentale della televisione pubblica italiana, ha dedicato parte della propria attività alla valorizzazione della memoria storica e culturale del Paese, curando la presentazione dei diari politici e delle memorie del padre in festival, rassegne e incontri culturali.

Accanto al percorso professionale, Bernabei coltiva da tempo un forte impegno nelle attività benefiche e nella promozione della solidarietà, un impegno che trova una delle sue espressioni più significative nel Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati” ODV, di cui è cofondatore. Un’associazione nata nel 1980 e da allora impegnata accanto ai pazienti del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, nel segno di una cultura del dono che unisce responsabilità individuale, partecipazione collettiva e attenzione concreta verso chi ha bisogno di cure.

Il nome del gruppo richiama la figura di monsignor Francesco Olgiati, sacerdote, filosofo e docente, tra i protagonisti della nascita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore insieme a padre Agostino Gemelli. Due figure unite dalla convinzione che la formazione culturale, la ricerca e l’impegno cristiano dovessero tradursi in un servizio concreto alla persona e alla società. Olgiati contribuì in maniera determinante alla costruzione dell’identità culturale e filosofica dell’Ateneo, condividendo con Gemelli il progetto di un’università capace di coniugare sapere, fede e responsabilità sociale.

Un’eredità ideale che trova nella donazione di sangue una forma attuale e tangibile di solidarietà. Un gesto semplice ma essenziale per sostenere le attività ospedaliere e offrire nuove possibilità di cura ai pazienti. 

Oggi, in un contesto in cui l’innovazione tecnologica trasforma anche il rapporto tra cittadini e servizi sanitari, il Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati” rinnova la propria missione attraverso strumenti digitali pensati per rendere più accessibile l’informazione e facilitare il percorso della donazione.

Il sito ufficiale dell’associazione, l’app “Donatori Olgiati” e il portale dedicato del Policlinico Gemelli permettono di conoscere le attività del gruppo, approfondire i requisiti per diventare donatori, consultare le informazioni utili e accedere alle procedure di prenotazione. Tre canali complementari che puntano a ridurre le distanze tra chi desidera compiere questo gesto di solidarietà e le strutture che lo rendono possibile.

Ma la donazione non si esaurisce nel sangue intero: un ruolo importante è svolto anche dalla donazione di piastrine, fondamentale in specifici percorsi terapeutici, e dalla raccolta del sangue del cordone ombelicale, una risorsa preziosa per determinate applicazioni cliniche e trapiantologiche. Forme diverse di dono, accomunate dalla possibilità di contribuire alla cura e alla speranza di altre persone. 

Aggiornato il 22 ottobre 2026 alle ore 12:22