Serial Griller
Mel Gibson dice che la volontà di rimuovere tutta la cultura musulmana dagli Stati Uniti non dovrebbe essere tacciata di razzismo, trattandosi di mero e naturale spirito di sopravvivenza. Sull’attore, già criminalizzato perché scandalosamente cristiano, sono piovute critiche sanguinose da parte di chi professa il multiculturalismo. Quest’ultimo “ismo” alla moda progressista significa che si può e si deve convivere con tutti e con tutto, nonostante tutto. Poniamo il caso di un’etnia di antropofagi, residente, magari non ai Parioli, ma nella periferia di Roma. Il cannibalismo di tale tribù, che da secoli, anche per ragioni religiose, si ingozza ritualmente o per appetito di carne umana, dovrebbe essere rispettato e considerato interessante segmento aggiuntivo all’orizzonte culturale dell’intera comunità capitolina. Gli stessi vegetariani e vegani, pur non condividendo le tavolate con gli endo e gli esocannibali, per non beccarsi la taccia di retrivi, non oserebbero mai esprimere l’intenzione di rimuovere quella preziosa integrazione al costume. I retrivi come me e come Mel Gibson, invece, li rispedirebbero a casa loro, pretendendo di non dover finire a scottadito.
Aggiornato il 09 ottobre 2026 alle ore 13:56
