PARIOLIUNO
Farmacia, un filippino coccola a breve distanza un piccolo cocker educatamente piagnucolante. La demarcazione è vietata, ma il banco è vicino all’ingresso, e lo sguardo umano continua la connessione con quello canino. Passa una decina di minuti, forse meno, qualcuno avverte l’orientale che i farmaci sono da quella parte. Lui è imbarazzato, il cockerino piangerà, come gli spiego il doloroso distacco? Poi si decide, va una decina di metri più in là, verso il secondo banco, dove sente parlare di creme idratanti e dintorni. Una giovane signora lo indirizza verso un terzo banco, in fondo in fondo. Qualcuno gli indica il dispensatore di numeri per il turno, e finalmente ottiene le medicine che cercava. Servito e fortunato: all’uscita il cagnolino dormiva.
Siamo nel Paese della salute, dove i farmaci sono un prodotto residuale perché sembra che lo slogan non sia più sani e belli, ma belli, poi, eventualmente, anche sani. Tutto questo è libertà per i farmacisti: Luca Goldoni, tanti anni fa, li diffidava dal chiedere ai clienti serve altro?, temendo reazioni vistosamente scaramantiche. Ora c’è sempre l’offerta irresistibile che ci rende affascinanti, e pure con lo sconto.
PARIOLIDUE
Donna insomma bella, cinquanta dimostrati, mai ammessi, abbronzatura settembrina, tatuaggi sulle braccia che raccontano storie sicuramente stupende, in inglese. Entra in un negozio di gadget, guarda tutto, infine chiede un quadro con scritta a led luminosi che aveva visto nei mesi scorsi, ma non lo trovava più. Il commesso le chiede di scriverle il testo, lo cercherà: Letit B. Lo troverà sicuramente, of course, de corza.
PARIOLITRE
Anche in tempi di pace (e quando mai?) comunque, nei periodi in cui visti dall’alto Hormuz e Bab el-Mandeb sono pieni di petroliere che oscurano il mare, alcuni distributori dei Parioli hanno prezzi vistosettamente al di sopra della media. Ma vendono, vendono. Non è per i costi, ci mancherebbe: il problema è come dimostrare di avere carburante griffato nel serbatoio. Un suggerimento: additivo Chanel per la benzina, Guerlain per il gasolio. L’odore dei soldi.
PARIOLIQUATTRO
Signora qualunque, alla guida di un’inutilitaria qualunque. Da piazza Euclide a viale Parioli, fila rassegnata di ogni pre-serale. Fra un mezzo e l’altro, dieci centimetri, obiettivamente, pochini. Ma la pilota per caso forse pensa che una distanza di sicurezza non debba essere inferiore a quindici metri, ed essere obliqui sulla strada può servire, chissà? Il semaforo si apre, in lontananza il traffico defluisce, ma dietro la sua macchinetta il mondo è fermo. Ai Parioli, se possibile, non si strombazza, ma prima o poi qualcuno si avvicina alla signora e le chiede se il motore la stia tradendo. Con un senso di fastidio contenuto spiega che sta ascoltando un messaggio con una storia non ancora conclusa: che faccio, resto nel dubbio perché avete fretta? Rosso fisso.
Aggiornato il 02 ottobre 2026 alle ore 12:28
