Sassolini di Lehner
Non conosco e non frequento la dottoressa Claudia Conte, tuttavia son qui a farle di nuovo da modesto scudiero. Sembrava che Dagospia, tutto intento ad attaccarsi a qualsiasi tram, in ultimo addirittura a Marco Travaglio (la belva a mezzo stampa e tivù, però ben dotata e aggiornata, che infatti sovrasta Roberto e nel confronto lo riduce a pulciaro), pur di massacrare Giorgia Meloni, il femminino regale, che conobbi e apprezzai quand’era fanciulla, ma che non vedo e non sento da circa vent’anni. La cultura classica, insomma la mia assimilata sapida sugna grecoromana, mi ha impedito, in ragione della vanità dell’essere, di chiedere a Giorgia una raccomandazione, per la miriade dei miei saggi storici, al fine di ottenere un qualche titolo.
Se l’amico degli assassini delle Bierre Dario Fo ebbe il Nobel, a me che ho narrato con documentazione inconfutabile le gesta del carnefice Palmiro Togliatti e il sacrificio di tanti italiani anarchici, socialisti e comunisti ammazzati dopo le spiate del PCd’I, forse spetterebbe da parte dei non affetti dalla lebbra leniniana un qualche riconoscimento, almeno prima che il sottoscritto giunga al limitar di Dite. Chissenefrega! Morirò, com’è giusto e, anzi, mi garba, in foggia di un Nessuno che se n’è ghiuto. Infatti, non ho chiesto niente, né chiederò nulla a Giorgia Meloni e tantomeno a Sergio Mattarella, ai quali rivolgo soltanto l’invito a informarsi sulle stragi degli italiani in Urss, dando una sbirciata ai miei La Tragedia dei comunisti italiani e Carnefici e vittime, entrambi editi da Mondadori. Del resto, non è credibile l’antifascismo se non viene associato al dovere morale e politico dell’anticomunismo.
Di Claudia Conte, dapprima fui informato da tale Marco Gaetani, un ragazzino di Fratelli d’Italia, che non sa ciò che fa e tuttavia lo fa. In un partito normale, sarebbe stato spedito in campagna a raccogliere rape e cucuzze, mettendo magari a rischio pure il raccolto. Quindi, altre puntate del feuilleton di Claudia mi giunsero da Roberto D’Agostino, che le utilizzò per far dimettere Matteo Piantedosi e, forse, l’intero Esecutivo. Di qui, una serie infinita di male parole e sospetti. Il tormentone sul mostro d’Aquino in gonnella sembrava finito, ma ecco il mio caro ragioniere turpiloquente ricominciare.
Claudia ritorna “prezzemola forever”, “Messalina d’Aquino”, giacché commetterà un nuovo efferato crimine, il 14 luglio, presentando il proprio libro Dove nascono i silenzi presso il circolo della Canottieri Lazio.
Roberto, invelenito da vegliarda iracondia misogina, commenta così il normale evento: “La Conte, chiusa in un mutismo selettivo, potrebbe raccontarci dove nasce il suo, di silenzio”. Non soddisfatto, aggiunge: “Straparla di tutto, tranne dell’unica cosa che di lei interessa”. Certo, quella di Roberto è un’ossessione, tuttavia Claudia Conte dovrebbe ringraziarlo. Se il 14 luglio si registrerà un pienone, con la presenza anche di giallorossi, alla Canottieri Lazio, il merito sarà soprattutto della pubblicità del sito gossipparo.
Aggiornato il 07 luglio 2026 alle ore 11:37
