Siamo al 6 luglio, è appena passato il primo semestre dell’anno ed è tempo di bilanci sul tema della mobilità e dell’inquinamento, anche se approssimativo e solo su Roma. Partendo dalle buone notizie, si può affermare che la concentrazione media di PM10 per le centraline ARPA Lazio, elaborate da noi, a fine anno avranno probabilmente valori simili a quelli riportati nelle tabelle dove, la prima riporta i dati delle centraline poste in aree non soggette a traffico diretto (Ub, Urban background) e nella seconda quello insistenti in prossimità delle strade ad alto flusso veicolare (Ut, Urban traffic). Il buon auspicio è il rispetto della Direttiva 2.881 del 2024, che definisce la soglia di concentrazione media annuale di 20 microgrammi per metro cubo rappresentando la metà di quella prevista dal Decreto legislativo numero 155 del 2010, che indica il valori di 40 microgrammi per metro cubo.
In entrambe le tabelle (tabella 1 e tabella 2) si nota una diminuzione della concentrazione e una riduzione della differenza tra quelle Ut e Ub segno che le auto sono sempre meno responsabili dell’inquinamento. Con il termine “auto” si intende il PM10 emesso dal mondo delle auto, ovvero dai motori (dallo scarico), dai freni, dalle frizioni, dall’abrasione degli pneumatici e dall’abrasione dell’asfalto dovuto al passaggio delle auto stesse (prodotto dalla massa dei veicoli), ma anche dal gigantismo automobilistico che incrementa gli intasamenti e le accelerazioni/decelerazioni del flusso stradale. In figura (vedi qui) viene riportata anche una stima per l’anno 2027, ma per avere un dato più attendibile occorre attendere almeno i valori del primo trimestre 2027. A corredo si riporta il trend dei valori medi delle centraline Ut e Ub dal 2009 che ne mostra la costante diminuzione, ma anche che probabilmente anche a fine 2027 non tutte le centraline registreranno valori inferiori a 20 microgrammi per metro cubo.
Perché è diminuito il PM10? Per una concausa di voci tutte da verificare e pesare: miglioramento del parco auto, innalzamento della temperatura che riduce il riscaldamento necessario negli edifici e stimola l’uso di mezzi alternativi all’auto (bici, scooter, eccetera), uso dello smart working, incremento dell’età della popolazione (con minore esigenza di mobilità), miglioramento della qualità dei servizi di trasporto pubblico. Tra il miglioramento del parco auto, a me piace sottolineare l’adozione di Toyota e di altre case automobilistiche, dell’e-CVT (Electronic continuously variable transmission): un “cambio” montato che a differenza dei CVT tradizionali o dei cambi manuali o automatici, non ha cinghie, pulegge o marce fisse né frizione. Utilizza un ingranaggio epicicloidale che elimina l’elemento di attrito della frizione riducendo la formazione di PM10 e aumentando l’affidabilità del sistema propulsivo.
STRUTTURA DEL MERCATO AUTOMOBILISTICO
Concludiamo presentando le quote di mercato della vendita auto (forniti da Unrae), del mese di giugno 2025 per tipo di propulsione (powertrain). Escludendo il noleggio, quindi solo clienti consumer e aziende proprietarie di auto (rare), le vendite sono più spostate verso l’elettrico.
1) Mild-hybrid (benzina e diesel): 28,9 per cento (30,8 per cento a giugno 2025);
2) Benzina: 19,9 per cento (26,1 per cento a giugno 2025);
3) Full-hybrid (benzina e diesel): 18,9per cento (13,6 per cento a giugno 2025);
4) Gpl: 11,1 per cento (12.5 per cento a giugno 2025);
5) Elettriche pure: 11 per cento (5,6 per cento a giugno 2025);
6) Ibride elettriche plug-in (benzina e diesel): 5,5 per cento (4,7 per cento a giugno 2025);
7) Gasolio: 4,7 per cento (6,8 per cento a giugno 2025).
Crescono, per il privato, le full-hybrid (+4,3 per cento), le elettriche pure (+4,4 per cento) e le mild-hybrid (+1,1 per cento). Il vantaggio della crescita delle ibride, per qualsiasi declinazione, dalla più economica mild-hybrid, alle più raffinate full-hybrid e plug-in risiede nel far lavorare, con maggior probabilità il motore termico nelle zone a migliore efficienza (minimo consumo e inquinamento).
(*) Tabella 1: Valori della concentrazione di PM10, espressi in microgrammi al metro cubo, delle centraline non soggette a traffico diretto (Ub). È interessante notare che tre centraline (Villa Ada, Bufalotta e Arenula) registreranno a fine 2026 valori di concentrazione inferiore a 20 microgrammi al metro cubo. Il valore medio, per il 2026, sarà circa 20,48 microgrammi al metro cubo.
(**) Tabella 2: Valori della concentrazione di PM10, espressi in microgrammi al metro cubo, delle centraline brbane soggette a traffico diretto (Ut). Nonostante il calo evidente nessuna centralina riporterà valori inferiori a 20 microgrammi al metro cubo. Il valore medio, per il 2026, sarà circa 22,45 microgrammi al metro cubo.
(***) Figura: Trend dal 2009 al 2027, stimando sia i valori del 2026 che quelli del 2027. La diminuzione è certa come anche che non tutte le centraline, neanche nel 2027, registreranno valori sotto la soglia di 20 microgrammi al metro cubo. La linea tratteggiata esprime la differenza dei valori tra Ut e Ub e usa l’asse di destra; si nota che le aree vicino alle strade ad alta intensità di traffico hanno inquinamento da PM10 maggiore di circa 2 microgrammi al metro cubo rispetto alle aree in Ub.
Aggiornato il 06 luglio 2026 alle ore 13:39
