Leone XIV: un’enciclica da vivere

L’enciclica del pontefice Leone XIV Magnifica Humanitas è lunghissima. Eccellente, da leggere, da considerare: tutti gli aspetti della società contemporanea e ventura, con elementi di carattere storico, rimarcando encicliche di pontefici preesistenti e l’interesse della Chiesa cattolica verso la società, il mondo, la vita terrena. Non religione esclusivamente dell’aldilà, una religione che coniuga il mondo con l’aldilà, e il mondo vale non è soltanto un passaggio. Il pontefice tiene a precisarlo. Egli analizza in maniera intrascurabile da parte di tutti coloro che hanno interesse per l’umanità, la società mondiale e l’Intelligenza artificiale. Effettivamente l’Ia è il fenomeno più rilevante della nostra epoca e lo sarà per il futuro. Leone XIV giustamente considera un progresso la tecnologia quando ovviamente la tecnologia è un progresso, perché non basta che un’invenzione sia più efficiente per dichiararla un progresso. La precisazione di Leone XIV è fondamentale. Anche l’ordigno nucleare è una grande invenzione, ma potrebbe annientare. L’identificazione del progresso tecnologico come progresso umano di beneficio per l’umanità non è minimamente certa.

Il pontefice insiste opportunamente, si sta cercando di convincere l’uomo ad ammirare l’efficienza di queste invenzioni robotiche intelligenti per sé, ma non l’uso che se ne può fare e i risultati dell’uso. Nell’enciclica viene posto il problema radicale: se deleghiamo alla macchina la decisione, considerando che essendo intelligente, compirà la decisione migliore rinunciamo a noi stessi con gravissime conseguenze perché una soluzione efficiente non necessariamente è una decisione “umana”. Può essere efficiente licenziare operai, una guerra, un rapporto razionale tra mezzi e fini, ma del tutto disumano. Se vuoi conquistare una città, bombardala, distruggila, è una decisione logica efficiente, intelligenza razionale, ma senza minimo conto della presenza e rovina dell’umanità. Anzi, poiché la decisione viene da un macchina giudicata razionale si obbedisce come obbedendo alla ragione. E queste scelte macchinalmente razionali, delegate alle macchine valgono per tutto: lavoro, guerre, perfino scelte personali. Deleghiamo le scelte all’Intelligenza artificiale in quanto intelligente. Se lo scopo delle scelte è l’efficienza la disumanità trionfa. Si possono disoccupare migliaia di persone perché la macchina intelligente afferma che è la decisione più conveniente per il profitto. E se lo afferma la macchina intelligente bisogna obbedire.

Qualche giorno fa il responsabile di una enorme impresa multinazionale ha dichiarato che gli uomini sono stupidi rispetto all’Intelligenza artificiale. Sulla delega delle scelte e sullo spossessamento delle decisioni il pontefice insiste. È un modo, il modo per liberarsi dalla responsabilità. Hanno deciso le macchine razionali dunque è una scelta razionale. Per niente. Il rapporto mezzi-fini è razionale (ragione strumentale di Max Weber) ma può essere micidiale per la ragione sostanziale (sempre Weber). vuoi vincere una guerra? usa la bomba nucleare! È razionale come rapporto mezzi fini ma i fini e i mezzi possono essere abietti! Non basta il rapporto mezzi idonei ai fini, ma quali mezzi e quali fini vogliamo impiegare e raggiungere. Il pontefice non arresta la sua analisi fenomenologica sull’Intelligenza artificiale, oltre all’idea di delegare alla macchina intelligente le scelte e di espropriarsi delle decisioni – apparentemente, intendiamoci – analizza la possibilità che l’insieme stia in pugno a gruppi esclusivi potentissimi economicamente, e che quindi le scelte vengano compiute da tali gruppi esclusivamente per il loro vantaggio. Sorge la necessità di uno Stato che sorvegli le decisioni, non si possono lasciare agli interessi soltanto del profitto le finalità imprenditoriali. Paradossalmente, l’Intelligenza artificiale in pugno a tali gruppi potrebbe dichiarare che lo scopo più razionale è il profitto. Una coniugazione desolante per la gente non possidente.

In questa diagnosi terapeutica del pontefice c’è attenzione anche per la de-individualizzazione, disumanizzazione mediante innesti tecnologici. L’uomo, per Leone XIV, dovrebbe restare umano, senziente, interiore, individuato, limitato ma se stesso, senza presunti miglioramenti alterativi. È uno dei momenti più vibranti del testo. Un grido umano dell’uomo umano che vuole restare umano. L’Intelligenza artificiale: fuori dell’uomo. Al dunque, si vuole eliminare l’uomo dai sistemi produttivi, non basta svalutare l’uomo. È un tentativo che ha effetti stravolgenti. Immaginiamo che Intelligenza artificiale e robot sostituiscano gli uomini (avverrà), se non vi è una gestione a fini sociali della produzione, questo, il senso del ruolo dello Stato secondo il pontefice, chi acquisterà con una disoccupazione di massa? Nella visione dei fautori della onnivalente Intelligenza artificiale robotica si trascura un’antitesi che il Pontefice nota: la robotica intelligente è costosissima. Aggiungo: è costosissima e la produzione non avrebbe acquirenti.

Ecco il fallimento di questa politica del profitto disoccupativo. La disoccupazione annienta il profitto. Sarà indispensabile tornare all’uomo, sia come soggetto umano, sia come soggetto produttivo o comunque destinatario della produzione (è un aspetto essenziale, produrre per la società). Un’enciclica che riafferma la necessità che sopravviva l’uomo umano. L’uomo non ha bisogno di perfezionamenti tecnici all’interno di se stesso; non dico organi ma “testa”. La tecnica vale all’esterno, l’uomo resti umano col suo senso dellio: tra sofferenza, gioie e il proprio sentire. Una tra le encicliche più necessarie. Porta bene a tutti: cattolici e non cattolici, testimonia che il Cattolicesimo sa capire e affrontare le sfide dell’epoca. Sono un cattolico culturale, mi fa personalmente gran piacere poter stimare Leone XIV. Mi occupo dell’argomento da decenni e ne scorgo gli abissi e gli scopi micidiali (fare a meno dell’uomo nei sistemi produttivi, spregiarlo esistenzialmente). Leggere la Magnifica Humanitas è un rinascimento umanistico.

Aggiungo qualcosa. Ho quasi timore di aggiungere, tuttavia avverrà: siamo all’inizio dell’artificiale. Diventerà artificiale tutto, cani, cavalli, domestici, concepimenti artificiali, erba, frutta artificiale, tutto. La potenza dei sistemi produttivi non si frenerà. L’artificiale senza limiti, è una visione che mi permetto di suggerire al sommo pontefice, umanista com’è e autorevole aggiungerà la sua voce e la sua conoscenza alla lotta per l’umanità dell’uomo contro l’artificiale. L’Intelligenza artificiale crea una realtà parallela confondendo la mente. Ma il futuro riserva un enigma che dovremmo già cogliere. La fusione nucleare consentirà una produzione illimitata. Se non vi sono consumatori acquirenti, giacché i robot e l’Intelligenza artificiale sostituiranno i lavoratori, si impone l’inevitabilità della distribuzione e il ruolo dello Stato, come auspica il pontefice. Infine: Ci sarà un risveglio delle religioni, rifugio dell’interiorità.

Aggiornato il 29 maggio 2026 alle ore 13:20