Nel linguaggio comune per seduzione si intende il processo con cui una persona ne induce un’altra, deliberatamente, a intraprendere una relazione di natura sentimentale o sessuale.
Un tempo uomini politici o dello spettacolo che avevano grande successo nelle conquiste femminili raramente erano soggetti a critiche e spesso suscitavano convinto consenso.
I grandi seduttori avevano una innata attitudine a suscitare fascino e attrazione; essi attraevano ma è difficile definire che cosa li rendesse irresistibili aldilà della bellezza, marginale in molti casi. Gabriele D’Annunzio ne era un esempio. Chi seduce conquista: una donna, un uomo, una molteplicità di persone. Rodolfo Valentino, Arturo Toscanini, Pablo Picasso, Scott Fitzgerald, Kennedy: la storia, in ogni epoca, è piena di personaggi dallo charme e dal fascino irresistibile, analizzati attraverso la lente della seduzione.
Il nuovo caso riferito al ministro Matteo Piantedosi induce a ripercorrere le imprese di alcuni grandi seduttori alla luce del potere di cui erano investiti. In Italia si pensi a Cavour per il quale talune amanti sono giunte al suicidio o al presidente Giovanni Gronchi, davvero bulimico in tema.
L’autobiografia di Mimi Alford, che da giovane stagista alla Casa Bianca ebbe una relazione con John Fitzgerald Kennedy narra come la nuotata nella piscina presidenziale, l’invito serale a un cocktail, l’immancabile finale costituivano una procedura standardizzata cui erano sottoposte – con dichiarato gradimento – decine di impiegate e giovani studentesse adocchiate dal presidente, ben assistito nel proposito da fidati membri dello staff. JFK è descritto sotto questo aspetto in una quantità di libri: seduttore anche grazie agli strumenti fornitigli dal potere politico, comunque un mito. Le sue abitudini, peraltro, non erano molto diverse da quelle di David Lloyd George, Primo ministro britannico durante la Grande guerra e non avrebbero scandalizzato i collaboratori di Francois Mitterand, presidente della V Repubblica francese dal 1981 al 1995.
La storia di Eisenhower con Kay Summersby venne fuori e interessò i rotocalchi del tempo solo perché incuriosiva il fatto che l’autista di un Generale partecipasse con disinvoltura a riunioni con Churchill e Roosvelt. Letta con i parametri attuali anche la promozione ad ufficiale della bella modella irlandese avrebbe causato il deferimento a qualche Corte del timido Eisenhower e chissà se il suo radioso destino sarebbe stato lo stesso!
Con questi precedenti, ricorre l’interrogativo se le conquiste dei personaggi famosi siano genuine oppure intrise più o meno intensamente di mercimonio. Il quesito non concerne solo la politica. Ada Mainardi e le innumerevoli amanti di Arturo Toscanini erano attratte dall’indiscutibile fascino del Maestro o si concedevano per avere ovvero per mantenere il suo favore sul palcoscenico?
La letteratura non aiuta a trovare una risposta sicura, descrivendoci il seduttore sensuale per il quale il piacere culmina nel possesso e il seduttore intellettuale, personaggio più complesso, incline a ridurre l’amante a vittima e strumento. Le due figure trovano riferimento rispettivamente nel Don Giovanni di Mozart, la cui seduzione si risolve in una cinica registrazione contabile e nel Giovanni del Diario del seduttore di Kierkegaard, sempre alla ricerca di esperimenti psicologici, a cui non importa possedere la donna quanto goderne esteticamente il cedimento e l’abbandono. Per questa ultima tipologia di seduttori, l’arte della conquista consiste nell’incantare la persona cui si è interessati con doti di sensibilità, fascino, maniere simpatiche, cultura ed eleganza, portandola a quel punto di turbamento in cui essa smarrisce il proprio equilibrio e rimane coinvolta sino alla dipendenza.
Indubbiamente i personaggi citati appartenevano a una società diversa. Oggi viviamo una moralità pubblica e privata profondamente modificata e il libertinaggio maschile un tempo considerato con indifferenza, se non addirittura con una punta di ammirazione, adesso quando è praticato da un uomo pubblico, è considerato deplorevole se non addirittura delittuoso.
I meccanismi psicologici della seduzione schematizzati e collegati a degli archetipi proposti da molti secoli in leggende e romanzi in ogni caso oggi impongono una maggiore riflessione e devono far sorgere a ogni uomo che occupa una posizione gerarchica o dominante sulla persona corteggiata interrogativi sui reali motivi dei propri eventuali successi.
Aggiornato il 07 aprile 2026 alle ore 14:56
