Bari, il volto dello Stato è donna

L’impegno di Emanuela Pellegrino tra cuore e legalità

C’è un’immagine della Puglia che non passa solo per i suoi tramonti sul Lungomare o per il fermento delle sue piazze, ma che si costruisce, silenziosa e potente, tra le mura del Palazzo del Governo. È l’immagine di una legalità che ha il volto della competenza, della dedizione e di una straordinaria professionalità femminile. L’insediamento di Emanuela Pellegrino come nuovo Capo di Gabinetto della Prefettura di Bari non è solo un passaggio di testimone burocratico. È la storia di un ritorno e di una missione che continua.

UNA CARRIERA IN PRIMA LINEA: DALLA TRINCEA ANTIMAFIA AL MINISTERO

Salentina d’origine, laureata con il massimo dei voti, la dottoressa Pellegrino non è una figura che ama le luci della ribalta, eppure il suo curriculum parla per lei con la forza dei fatti. Dal suo ingresso in carriera nel 2006, ha attraversato le “aree calde” dello Stato. La lotta alle ombre: Presidente nelle Commissioni di accesso per lo scioglimento degli enti locali per mafia. La tutela degli ultimi: impegnata nell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e nel supporto alle vittime del dovere, della mafia e del terrorismo. L’architettura delle leggi: ha contribuito a scrivere pezzi di storia normativa al Viminale, lavorando al “pacchetto sicurezza”.

Pellegrino arriva a Bari dopo aver respirato l’aria dei vertici romani e la polvere della strada nelle prefetture di Lecce e Venezia. Succede a Cinzia Carrieri, figura amatissima per competenza e doti umane, ora promossa a viceprefetto Vicario. Un binomio, quello tra Pellegrino e Carrieri, che sotto la guida del prefetto Francesco Russo, promette di rendere la prefettura di Bari un fortino di efficienza e sensibilità sociale.

Perché raccontiamo della nomina della dottoressa Pellegrino? Raccontare questa nomina non è un semplice esercizio di cronaca amministrativa. Lo facciamo perché la sua storia incarna tre pilastri fondamentali della nostra società:

1) Il merito come bussola: in un Paese che spesso fatica a riconoscere il talento, il percorso della Pellegrino dimostra che la preparazione rigorosa e la dedizione assoluta portano a ricoprire ruoli di massima responsabilità.

2) La continuità dello Stato: il passaggio da Cinzia Carrieri a Emanuela Pellegrino garantisce a Bari una guida sicura. Non c’è interruzione, ma un’evoluzione di un modello di gestione che mette al centro il cittadino.

3) L’eccellenza del territorio: il ritorno di una dirigente pugliese di questo calibro nella propria terra è un segnale di speranza; è la prova che le migliori energie del Sud possono e devono tornare a servire il bene comune nelle proprie radici.

QUALE MESSAGGIO IMPORTANTE NE TRAIAMO?

Il messaggio che emerge da questa notizia è potente e luminoso: la sicurezza non è solo un atto di forza, ma un esercizio di cura. Dalle competenze della dottoressa Pellegrino - che spaziano dall’antimafia ai servizi di cura per anziani e bambini - capiamo che proteggere una comunità significa guardarla nel suo insieme. Significa contrastare il crimine con la stessa fermezza con cui si mediano i conflitti sociali e si accolgono le fragilità.

L’arrivo di Emanuela Pellegrino a Bari ci ricorda che lo Stato non è un’entità astratta, ma è fatto di persone che mettono la propria vita al servizio di quella degli altri. È un invito alla fiducia: la legalità a Bari è in mani solide, esperte e, soprattutto, appassionate.

(*) Foto tratta del Ministero dell’Interno: a destra Emanuela Pellegrino, nuovo Capo di Gabinetto del Prefetto e accanto il Prefetto di Bari Francesco Russo 

Aggiornato il 30 gennaio 2026 alle ore 10:19