L’aria di Roma, consuntivo a fine 2025

Il 2025 conferma il trend positivo della qualità dell’aria a Roma almeno limitando l’analisi alle sole PM10, così come sono misurate dall’Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) del Lazio. Ricordando che il numero dei giorni critici, quelli che registrano la concentrazione media di PM10 superiore a 50 microgrammi al metro cubo, non devono essere più di 35 giorni lanno e osservando i dati in tabella, è evidente un sostanziale e indubbio miglioramento. Dal 2016 infatti tutte le centraline, ad accezione di Tiburtina, registrano valori inferiori ai 35 superamenti l’anno. Comunque anche la centralina di Tiburtina ha registrato superamenti solo negli anni 2020, 2021 e 2022. Non solo, anche il trend mostra una diminuzione statistica (vedi tabella).

Le PM10 sono prodotte da due fenomeni, detti primario e secondario. Primariamente sono prodotte da combustione e abrasione; quindi sono generate dai motori (a gasolio, a benzina, Gpl e metano) e dal riscaldamento per combustione (a metano, a pellet, a gasolio), mentre da abrasione sono prodotte da freni, frizioni, pneumatici e asfalto, ma anche dai lavori edili, eccetera. Secondariamente, le PM10 sono prodotte direttamente in atmosfera per reazioni chimiche, innescate dalla luce solare e l’umidità, tra vari gas precursori quali ossidi di azoto, anidride solforosa, ammoniaca e i composti organici volatili (Voc), alcuni dei quali generati dalla combustione. Purtroppo le centraline Arpa Lazio non misurano le singole impronte (le singole provenienze) delle PM10, quindi non siamo in grado di registrare quotidianamente le quote di PM10 per singola categoria di emissione. Ci sono progetti di ricerca in questa direzione che potrebbero essere accelerati.

Certo per continuare a ridurre l’inquinamento e migliorare la mobilità le ricette sono ben note e in corso di attuazione, vale la pena anche tenere conto dei seguenti punti.

1) Manca una maggiore sensibilizzazione alla riduzione delle dimensioni e le masse dei veicoli insistenti in ambiente urbano. Ci vorrebbero incentivi specifici;

2) Per ridurre l’inquinamento da PM10 servono anche interventi sugli stabili attraverso la sostituzione degli infissi, la realizzazione di un reale isolamento termico e il passaggio alle pompe di calore;

3) Nel 2025, a livello nazionale, gli acquisti delle auto sono state per il 31,4 per cento mild hybrid (28,3 per cento nel 2024), per il 24,3 per cento a benzina (29 per cento nel 2024), 13 per cento full hybrid (11,8 nel 2024), per il 9,4 per cento a gasolio (13,9 per cento nel 2024), per il 9,2 per cento a Gpl (9,4 per cento nel 2024), per 6,5 per cento plug-in hybrid (3,3 per cento nel 2024), per 6,2 per cento elettriche pure (4,2 per cento nel 2024). Questi dati mostrano una crescita delle soluzioni più ecologiche;

4) In area romana probabilmente i dati sono più favorevoli dei valori nazionali; basti guardare che la casa produttrice che ha venduto di più, almeno a dicembre, è stata Toyota che ha venduto 2.366 auto, circa il triplo di Fiat (801), Renault (743), Mercedes-Benz (741), e Volkswagen (728). Le altre: Bmw (658), Ford (449), Dacia (429), Audi (361), Kia (350), Nissan (323), Omoda/Jaecoo (326), BYD (315), Tesla (305);

5) Poi, sono apparse notizie trionfalistiche sulla posticipazione dello stop della vendita dei motori a combustione interna come se a beneficiarne saranno le case europee a scapito delle asiatiche. Forse sarà anche vero nel brevissimo periodo ma, occorre tenere molto bene a mente che, la competitività a livello globale si gioca non sul singolo motore ma sulla capacità informatica, matematica, di Intelligenza artificiale di progettare, realizzare, mantenere alta la qualità, e di capire i clienti meglio degli altri competitor. Chi detiene queste competenze vince. In quest’ottica il primo che lancerà la guida automatica livello 3, su larga scala, sarà sicuramente avvantaggiato.

Aggiornato il 07 gennaio 2026 alle ore 15:31