La “Rete Assi” aperta ai giovani volenterosi

Negli ultimi trent’anni sono sorte università private in quasi tutte le cittadine italiane: sono istituti con rette molto alte che garantiscono titoli riconosciuti per concorsi e, soprattutto, “concorsi interni” per dipendenti di enti, ministeri e grandi società partecipate. La laurea è ormai basilare, ed ulteriore strumento di selezione diventano i master, le specializzazioni, i dottorati di ricerca e poi una marea di canali di perfezionamento presso blasonate università estere.

E tutto questo si consuma dimenticando che l’Italia detiene il primato dell’eccellenza formativa in gran parte delle discipline scientifiche e umanistiche. Dalle specialistiche dell’ingegneria passando per la medicina, la filosofia e l’economia, il Belpaese annovera i più antichi atenei del mondo: i politecnici che hanno formato architetti richiesti in Usa, Turchia e Cina, altrettanto per economisti, giuristi, archeologi, filologi, agronomi, biologi… Ma tutto questo spesso non viene rammentato alle nuove generazioni, a cui sempre più spesso si racconta la storia dei limiti, dei numeri chiusi, del domani incerto, delle università a pagamento riservate solo ai figli di una certa classe sociale.

Ma la formazione deve essere di tutti, evitando le migliori energie non vengano escluse, e in forza di barriere socioeconomiche. Quindi scongiurare non migri la gente volenterosa e preparata, consentendo all'Italia di pianificare ricerca e conseguente crescita economica. Ecco che la “Rete Assi” (Alleanza Scuole Superiori d’Ateneo Italiane) mira ad aiutare chi non può permettersi costosissimi master in prestigiose università private romane o milanesi; favorendo così l’ingresso dei laureati nel mondo lavorativo, delle imprese e della ricerca. Un progetto pubblico, finanziato dallo Stato, nel solco dei nostri dettami costituzionali.

“Le Scuole Superiori Universitarie della Rete Assi offrono una formazione multidisciplinare ai giovani talenti del nostro Paese e danno la possibilità ai più meritevoli - ci ha spiegato la professoressa Carla Danani (direttrice della Scuola Superiore Giacomo Leopardi di Macerata) - indipendentemente dalle possibilità economiche, di fare un’esperienza di studio, ma anche di vita, all’interno dei campus, assolutamente unica. L’accesso alle Scuole Superiori Assi è gratuito e premia esclusivamente il merito e l’impegno dei giovani, che hanno la possibilità di confrontarsi con i loro coetanei in un ambiente dinamico, inclusivo e stimolante, con una forte propensione internazionale. Sviluppiamo il talento dei giovani per formare, in un contesto di eccellenza - chiosa la prof. Danani - la futura classe dirigente del Paese, capace di lavorare nella complessità, di promuovere l’innovazione e di affrontare le sfide globali”.

L’Alleanza Scuole Superiori d’Ateneo Italiane ha da quest’anno il suo stand alla Fiera Job&Orienta: il Salone dedicato all’orientamento, alla scuola, alla  formazione ed al lavoro, che ha luogo a Verona in questi giorni (dal 26 al 29 novembre).

 

TORNA L’ACCADEMIA ITALIANA

La “Rete Assi” è stata costituita nel 2023 (con D.M. n231 del 31/03/2023) ed è operativa dal gennaio 2024: a dirigerla c’è il professor Salvatore Rizzello (direttore dell’Isufi di Lecce e professore ordinario di Economia Politica dell’Università del Salento). La Rete ASSI mira ad incentivare ed orientare gli studenti nella scelta di percorsi universitari nuovi, premianti, gratuiti e volti a valorizzare il talento individuale. Con una media di 500 adesioni annuali, sono ormai 1500 i giovani studenti usciti in tre anni dalle Scuole di Studi Superiori d’Ateneo: oggi questa realtà è un network capace di offrire gratuitamente, e con modalità operative condivise e interdisciplinari, un costante lavoro in team. Ecco che l’alta formazione dei giovani allievi italiani più talentuosi non è più monopolio esclusivo del privato. E sono già visibili i numeri del rapido ingresso nel mondo lavorativo, e tanti sono i giovani selezionati per le carriere accademiche. 

Il traguardo è stato raggiunto grazie all’adesione di dieci “Scuole Superiori di Ateneo” italiane. Rispettivamente nell’ambito delle Università di Bologna, Camerino, Catania, Lecce, Macerata, Padova, Roma, Torino, Udine e Venezia. Tra i direttori delle Scuole aggregate in Assi c’è sinergia e collaborazione, quell’alta qualità d’interdisciplinarità che ha portato al pieno riconoscimento e sostegno del MUR (Ministero Università e Ricerca): dati e cifre delle ricadute positive dei tre anni di lavoro sono contenuti nel Libro Bianco che verrà presentato al Ministero dell’Università. La frequenza presso ciascuna Scuola, nonché il percorso degli studenti selezionati dalle diverse Scuole Assi, non solo sono gratuiti ma garantiscono l’alloggio all’interno dei Campus, i viaggi di studio, il supporto dei tutor, convegni e incontri con esperti delle più diverse discipline, nonché il dialogo con imprenditori italiani ed esteri. A coronamento del percorso didattico, viene riconosciuto il Master di secondo livello, indispensabile per favorire l’iserimento dei migliori laureati.

LE DIECI SCUOLE DELL’ASSI 

Le università sono nate in Italia. La più antica di tutto l’Occidente ha ancora sede a Bologna: veniva fondata nel 1088, e da ogni provincia del Sacro Romano Impero c’era chi raggiungeva la capitale Felsinea per conoscere, studiare, diventare migliore dei propri padri. Una tradizione che si conferma, perché nell’Assi c’è il “Collegio Superiore dell’Università di Bologna”: diretto dalla professoressa Stefania Pellegrini (ordinaria di Sociologia del Diritto) garantisce corsi extra curriculari dedicati a studenti selezionati tramite concorso ed iscritti ad un corso di studio, o anche un dottorato di ricerca dell’Ateneo; così s’incoraggia la ricerca ed il public engagement.

L’ Università di Camerino è presente con la “Scuola di Studi Superiori Carlo Urbani: è dedicata alla formazione interdisciplinare e alla ricerca avanzata, è diretta dalla professoressa Loredana Cappellacci (ordinaria di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute). La Sicilia è presente con la “Scuola Superiore dell’Ateneo di Catania”: un centro di formazione di eccellenza sul modello della “Scuola Normale di Pisa”, offre ai giovani un percorso di studi altamente qualificato per ricerca e sperimentazione; il suo direttore, il professore Daniele Malfitana (ordinario di Archeologia nell’Ateneo catanese) ha siglato accordi con i più prestigiosi centri di ricerca. 

L’Università del Salento di Lecce è presente con l’Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare (ISUFI): la Scuola ISUFI, fondata è il centro di Alta Formazione del Salento, mira a valorizzare la qualità dell’offerta didattica universitaria, a dirigerlo c’è il professor Salvatore Rizzello (ordinario di Economia Politica all’Università del Salento). L’Università di Macerata partecipa al progetto con la “Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi: realtà di alta qualificazione nella ricerca e nella formazione, con seminari avanzati e acquisizione di competenze linguistiche, soggiorni studio all’estero e si articola su due classi; classe delle Scienze Umanistiche (Lingue, Mediazione, Storia,  Lettere, Filosofia, Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo) e classe delle Scienze Sociali (Giurisprudenza, Economia e Diritto, Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali), la direttrice è la professoressa Carla Danani (Ordinaria di Filosofia Morale dell’Università di Macerata). 

L’Università di Padova è presente con la “Scuola Galileiana di Studi Superiori”: offre ogni anno a trenta tra studenti e studentesse vari percorsi di eccellenza, divisi nelle classi di Scienze Naturali, Scienze Morali e Scienze Sociali; a dirigerla c’è il professor Gianguido Dall’Agata (Ordinario al Dipartimento di Fisica e Astronomia all’Università di Padova). L’Università La Sapienza di Roma è nel progetto con la “Scuola Superiore di Studi Avanzati” (SSAS): offre un percorso formativo di alta qualificazione, atto a mettere in condizione gli studenti di affrontare la complessità del sapere e della società. La SSAS offre percorsi formativi su quattro classi accademiche: Scienze giuridiche, politiche, economiche e sociali; Scienze della vita; Scienze e tecnologie; Studi umanistici. Il direttore della SSAS è il professor Mattia Crespi (ordinario di Positioning e Geomatica all’Università La Sapienza).

L’Università di Torino è presente con “Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi”(SSST): offre corsi che integrano il percorso formativo di giovani al primo anno accademico, formazione multidisciplinare su settori di forte impatto socio-politico come le politiche energetiche, la relazione Stato/Mercato, l’evoluzione delle relazioni sociali e i modelli di funzionamento dei  sistemi complessi; direttore è il professor Vincenzo Crupi (ordinario di Logica, Storia e Filosofia delle Scienze e delle Tecniche all’Università di Torino).

L’Università di Udine è nell’Assi con la “Scuola Superiore Università di Toppo Wasserman: istituto di eccellenza che offre un percorso di formazione interdisciplinare incardinato sulla condivisione delle esperienze didattiche e di ricerca tra docenti e allievi; dirige la Scuola il professor Alberto Policriti (ordinario di Informatica presso il Dipartimento di Matematica, Informatica e Fisica dell’Università di Udine). L’Università di Venezia partecipa con il “Collegio Internazionale Ca’Foscari”: nato nel 1866 come prima “Scuola di Commercio” in Italia e seconda in Europa. Il Collegio Internazionale Ca’ Foscari è sempre stato un centro d’internazionalità e multidisciplinarietà, abbina da sempre studi economici, lingue occidentali ed orientali e studio delle scienze diplomatiche: lo dirige il professore Marco Li Calzi (ordinario di Metodi matematici dell’economia e delle scienze attuariali e finanziarie nella stessa Università di Venezia).

Aggiornato il 29 novembre 2025 alle ore 11:01