Assalto di Berlusconi al gruppo tivù bavarese

Il gruppo dei Berlusconi è in pressing sulla media company tedesca ProSiebenSat.1 Media. Dall’alto dei 2.949 miliardi di euro di ricavi netti Mfe – MediaForEurope ha chiuso il 2024 in crescita, anzi in controtendenza rispetto agli altri broadcaster europei che scontano un contesto instabile. L’andamento positivo è anche il frutto della raccolta pubblicitaria che tra Italia e Spagna ha fatto registrare un aumento del 4,7 per cento. Con questi risultati Mfe – MediaForEurope ha potuto operare una significativa riduzione dell’indebitamento finanziario netto consolidato sceso dai 903 milioni del 31 dicembre 2023 ai 692 milioni del 2024, nonostante la distribuzione di dividendi a tutti gli azionisti per 140 milioni. L’utile senza ProSiebenSat.1 Media è balzato a 251 milioni. Quali saranno le strategie dell’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi? I risultati sono ottimi, Mfe cresce, investe e rafforza la sua leadership in Europa e in Italia la quota di mercato raggiunge per la prima volta il 40,9 per cento in un settore iperconcorrenziale.

Sono dati che confermano l’evoluzione e la crescita del gruppo anche se nel corso del 2024 non ha potuto contare sulla spinta dei grandi eventi sportivi come gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Parigi, non avendo i diritti né in Italia né in Spagna. Si accentua allora la sfida con le Big Tech del web e i colossi dello streaming, partendo da un debito giunto ai minimi da dieci anni, un segnale chiaro della solidità del gruppo di Cologno Monzese. Nessun trionfalismo, però, per il positivo anno trascorso. Lo ha precisato Pier Silvio Berlusconi (soddisfatto anche del successo nella boxe del figlio) nel corso della presentazione dei dati ufficiali. Nonostante, quindi, la forza del gruppo Berlusconi ha invitato a riflettere sulle enormi possibilità di investimenti da parte dei colossi del web. “Siamo pronti alla sfida europea – ha sottolineato – ma è arrivato il momento di regole più giuste per tutti. Le Big Tech e i grandi dello streaming godono di vantaggi che alla lunga penalizzeranno non solo il settore dei media ma tutte le aziende nazionali ed europee. Potere finanziario e poche regole, peraltro non rispettate, rischiano di indebolire l’intera economia, colpendo i livelli occupazionali e i salari dei lavoratori italiani ed europei”.

Da queste considerazioni nasce la richiesta a Bruxelles di agire in difesa del mercato al fine di garantire un’equa concorrenza. Serve cioè un’azione legislativa che permetta ai broadcaster tradizionali di competere ad armi pari. L’altro versante a cui si dedicherà Mfe è la strategia d’espansione europea, rafforzando ulteriormente la propria presenza oltre i confini di Spagna e Italia. Il dossier ProSiebenSat.1 Media, secondo i vertici di Cologno, è giunto ad un punto cruciale a 7 anni dall’acquisto delle prime quote. Ora si avvicina il tempo dell’Opa dopo il 29,99 per cento di partecipazione nel capitale e il 30 per cento di diritti di voto. Il primo confronto delle varie posizioni sarà il 6 marzo all’assemblea della controllata bavarese ma con le elezioni tedesche alle spalle le decisioni potrebbero essere prese il 16 aprile quando si riunirà il Consiglio di amministrazione di Mfe, nel corso del quale saranno “bollinati” i dati definitivi sul 2024. Anche il 2025 è iniziato in crescita come dimostra l’aumento dell’1 per cento della raccolta pubblicitaria rispetto a gennaio dell’anno scorso. Il mercato resta, comunque, complicato.

Aggiornato il 28 febbraio 2025 alle ore 13:22