Blomqvist, da riserva dei grandi a star dei fornelli

Jesper Blomqvist è passato alla storia per essere stato sempre nel posto giusto al momento sbagliato. Centrocampista tecnico, con la corsa (e il fiato) di un maratoneta e un mancino niente male, a metà anni Novanta tra le file del Göteborg fa innamorare mezza Europa. È il Milan di Arrigo Sacchi a volerlo più di tutti, che paga 4,5 miliardi di lire per il giovane talento scandinavo. Arriva a gennaio 1997 per riscattare la stagione dei diavoli, che sembrano la brutta copia di loro stessi. La squadra non gira, e neanche Blomqvist. Nell’estate dello stesso anno passa al Parma, che in quegli anni fa la voce grossa in campionato e in Europa. Ancora una volta, Jesper sceglie la squadra giusta al momento sbagliato. I crociati finiranno sesti in campionato e verranno eliminati ai gironi di Champions League.

Le poche soddisfazioni della sua carriera arriveranno a cavallo tra il 1998 e il 1999, quando il Manchester United di Sir Alex Ferguson riesce finalmente a portarlo a Old Trafford, come riserva di Ryan Giggs. Blomqvist gioca saltuariamente, ma abbastanza per mettere lo zampino nella vittoria della Premier League e della Fa Cup. In finale di Champions League parte titolare, gioca bene, ma viene sostituito nel finale da Teddy Sheringham, che segnerà il gol del pareggio contro il Bayern Monaco, al novantunesimo minuto. Centoventi secondi dopo, la celebre zampata di Ole Gunnar Solskjær, regalerà allo United la coppa.

È difficile da credere che la svolta della carriera di Blomqvist arriverà l’anno successivo al Triplète, dopo che un grave infortunio al ginocchio lo vedrà costretto fuori dal campo per due stagioni. Durante la degenza, tiene un programma di cucina sulla tivù dei Red Devils, chiamato Cooking with Jesper, dove mette in mostra le abilità ai fornelli acquisite durante gli anni italiani. Nel 2020 racconta alla Gazzetta dello Sport: “Estate 1996, arrivo in Italia dopo una vita in Svezia e pranzo a Milanello per la prima volta. Sembrava un ristorante due stelle Michelin. Al Parma mi innamorai di nuovo dell'Italia, mangiavo moltissimo. Ancelotti, poi, era un maestro. Prima delle partite portava la squadra al ristorante o a mangiare la pizza. Coincidenza? Sì, forse è nato tutto lì”. Per la prima volta, nel posto giusto al momento giusto.

Dopo il ritiro, Blomqvist apre vicino a Stoccolma 450 gradi, una pizzeria di successo, premiata da Gambero rosso e inserita nella classifica europea “50 top Pizza”. Sul finire del 2022 l’ex calciatore ha perfino vinto l’edizione svedese di Masterchef Vip, la ciliegina sulla torta di questa seconda gioventù, vissuta, stavolta, da protagonista.