Il progetto Switch-to-Healthy a Casablanca e le innovazioni della Dieta Mediterranea

Si è svolto il 22 e il 23 novembre 2022 a Casablanca, presso l’azienda e laboratorio alimentare “Ecomab”, eccellenza industriale agroalimentare del Marocco, una nuova assemblea generale del team internazionale legato al progetto Switch-to-Healthy , che mira a rivedere il modello alimentare nel Mediterraneo, rilanciando la bontà della Dieta Mediterranea, rafforzando il ruolo delle famiglie nell’approccio al pasto, nella convivialità e rilanciando una strategia efficace di comunicazione per un’alimentazione sostenibile e salutare per le famiglie. Il progetto è sostenuto dall’Unione Europea e incluso nell’ambito del Programma Prima, coordinato dalla società campana Enco srl. Switch-to-Healthy  coinvolge diciotto prestigiose organizzazioni, pubbliche e private, di otto paesi delle due sponde del Mediterraneo (Italia, Egitto, Spagna, Grecia, Libano, Marocco, Tunisia e Turchia) e sta monitorando 360 famiglie provenienti da Spagna, Turchia e Marocco. Ad esse è fornita una combinazione dinamica di strumenti digitali, materiale informativo e materiale didattico incentrato sul gioco.

Le varie realtà geopolitiche del Mediterraneo stanno vivendo enormi metamorfosi culturali e antropologiche in rapporto all’alimentazione e alla convivialità e gran parte di tale stravolgimento è dovuto alle trasformazioni alimentari e culturali frutto della globalizzazione dei consumi e all’attività economica estremamente dinamica che non consente di poter coltivare e accrescere gli elementi di convivialità tipici della Dieta Mediterranea. Durante i lavori svoltisi a Casablanca, numerosi sono stati i temi analizzati dagli esperti provenienti dalle otto organizzazioni internazionali europee e mediterranee, affrontando: “le scelte dei consumatori”, “l’eco-design alimentare e lo sviluppo sostenibile dei prodotti”, “i modelli per la formazione all’eco-design innovativo alimentare”, “i modelli di creazione di un ambiente favorevole alla Dieta Mediterranea”, “l’analisi e il monitoraggio dei comportamenti alimentari”, “gli strumenti digitali e didattici per le famiglie”, “le modalità di azione per il coinvolgimento delle famiglie” e l’analisi sulla “direzione e il coordinamento” tra le varie realtà associative e imprenditoriali legate alla progettualità. Il progetto Switch-to-Healthy  punta alla diffusione del modello alimentare della Dieta Mediterranea per le famiglie della sponda Nord e Sud, introducendo e proponendo a tutti i partner nuovi modelli di business, innovativi, orientati al consumatore e alla tracciabilità dei prodotti. Un progetto che intende dedicare una particolare importanza al consumo alimentare che avviene nei luoghi di lavoro, nelle mense universitarie, all’interno delle famiglie, nei ristoranti e nelle strutture educative.

Ai lavori di Casablanca ha partecipato anche l’ingegnere Franz Martinelli, presidente di Gi.&Me. Association, associazione partner del progetto, che sta intraprendendo, in Italia e in Tunisia, una serie di iniziative tese ad implementare l’importanza culturale, economica e sociale della Dieta Mediterranea e degli ingredienti che caratterizzano tale modello alimentare. D’altronde, il progetto punta anche alla commercializzazione di spuntini sani, elaborati dalle aziende specializzate del team e grazie ai risultati raccolti, valorizzando i nutrienti a base vegetale per la dieta dei bambini e delle bambine. Un appuntamento particolarmente importante che giunge dopo la recentissima iniziativa della delegazione italiana negli Usa in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo. Presso il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, la delegazione è stata guidata dal sindaco di Pollica, Stefano Pisani, e dalla presidente del Future Food Institute, Sara Roversi, con l’ambasciatore italiano all’Onu, Maurizio Massari, rappresentante permanente italiano alle Nazioni Unite. La Dieta Mediterranea è divenuta un esempio tangibile di una forza trainante per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo ed un modello innovativo di eccellenza per garantire sistemi alimentari sostenibili intrecciando la dimensione sociale, economica e ambientale, nel rispetto dei punti dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.