Sciolti per mafia i Consigli comunali di Anzio e Cosoleto

Il Consiglio dei ministri ha deliberato – in considerazione delle accertate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata, “che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’Amministrazione, nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi” – lo scioglimento dei Consigli comunali di Anzio, sul litorale laziale, e Cosoleto, in provincia di Reggio Calabria. La gestione degli Enti – ovvero dei Comuni – verrà affidata a delle “commissioni straordinarie appositamente nominate” per un arco temporale pari a 18 mesi. Quindi, un anno e mezzo di gestione controllata.

Questa stessa disposizione verrà applicata a Nettuno, municipalità che confina con Anzio. Qui, il Consiglio comunale è già stato sciolto lo scorso 30 giugno, in quanto non ha approvato il “rendiconto di gestione” riferito all’esercizio finanziario del 2021. La decisione di Palazzo Chigi viene da una proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

A scatenare lo scandalo sono stati gli arresti di 65 persone da parte della Direzione antimafia, nell’ambito di una maxi-inchiesta sugli appalti nel litorale laziale. Nel febbraio scorso questa divisione ha scoperto un giro di appalti truccati e soprattutto di pressioni di tipo mafioso sui politici locali da parte dei clan criminali.

IL FILO CRIMINALE TRA CALABRIA E LAZIO

L’influenza nella regione della Capitale sarebbe guidata dalla cosca calabrese dei Gallace, che avrebbe stretto legami criminali con diversi esponenti politici locali. Dall’inchiesta sarebbero venuti a galla pressioni sulle elezioni amministrative del 2018 e un sistema di appalti che però rimanderebbe ad altre attività criminali sul territorio.

LA ’NDRANGHETA A MILANO

A Milano intanto la polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito 49 misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze, estorsione, minacce, violenza privata, incendio, detenzione e porto illegale di armi aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa, nonché per il reato di intestazione fittizia di beni. Insomma, è stato contestato l’intero pacchetto di reati tipicamente mafiosi grazie all’indagine della squadra mobile di Milano, che ha svelato la struttura della ’ndrangheta della zona Rho della city, già oggetto dell’indagineInfinito” condotta dalla Dda di Milano nel 2010.