Scelte degli utenti sotto controllo tivù

La campagna pubblicitaria lanciata per il nuovo apparecchio televisivo Sky Glass sta provocando alcune riflessioni, sta suscitando alcune perplessità su quale server e attraverso quale cloud verranno raccolti e archiviati i dati. Le novità suscitano sempre degli interrogativi, ma nel caso dell’informazione le scelte operate automaticamente da soggetti non controllati destano interrogativi che riguardano sia la privacy che le interferenze con altre persone. Una prima scossa in merito all’etere è avvenuta con il passaggio alla nuova codifica del digitale terrestre. Le operazioni, soprattutto per i più anziani, si sono complicate con l’introduzione del Dtt, avendo dovuto risintonizzare tutti canali, acquistare una scheda o un decoder o addirittura un apparecchio televisivo ad hoc di ultima generazione.

Non sono mancate le criticità a causa di improvvisi cambi della numerazione dei canali e degli sbalzi di collegamenti. Prima tutto era più semplice anche se c’è stato un periodo di lotta per l’assegnazione della numerazione sul telecomando.

Alla fine venne deciso che la Rai avrebbe avuto i primi tre posti, poi Mediaset con Rete 4, Canale 5 e Italia 1, quindi La 7. La sintonizzazione seguiva una sequenza fino all’arrivo di tutta la programmazione di Sky e Dazn attraverso Internet e pagamento di un abbonamento. Si è verificato così il fenomeno dell’espansione della “parabola” avendo constatato che il segnale era sempre buono ad accezione di qualche fase di precipitazioni piovose tempestose che potevano oscurare l’antenna o in presenza di forti venti. Nel 2022 secondo i dati Auditel gli italiani che erano in grado di ricevere la tivù satellitare erano circa 20 milioni. Per ricevere i programmi televisivi via satellite occorre installare una parabola. I fornitori sono due: Sky che è lo storico broadcaster che offre pacchetti tematici comprensivi anche dei canali Rai (canone), Mediaset (gratis) e Discovery.

Il secondo fornitore è Tivùsat, una piattaforma satellitare gratuita che, dopo aver acquistato un decoder satellitare (che costa circa 100 euro), permette di vedere circa 130 canali, tra cui quello Rai 4K, che ha acquistato i diritti televisivi per trasmettere in alta definizione i Mondiali di calcio in Qatar, quelli in cui sono assenti gli Azzurri di Roberto Mancini. Ed eccoci proiettati in un nuovo mondo con il lancio del nuovo apparecchio Sky Glass. Non si tratta soltanto di una innovazione tecnologica. Secondo i primi accertamenti la piattaforma potrà tra molte attività e funzioni “interfacciarsi, automaticamente con i microchip dei diversi elettrodomestici di casa”.

Diventerebbe così, secondo l’analisi dell’ex giornalista Rai Michele Mezza, “una cabina di regia della nostra famiglia. Un cambio copernicano che dovrebbe interessare il mondo della comunicazione e specialmente dell’informazione”. Sky Glass può diventare “una finestra su gusti, tendenze, desideri della famiglia italiana?”. Il dubbio sta sorgendo quando si è posto il problema di come il nuovo dispositivo sarà in grado di condizionare il rapporto con i singoli utenti. L’automaticità dell’utilizzo è come il problema degli algoritmi: chi decide e come, quali saranno le modalità di fruizione, i tempi? La raccolta dei dati diventa strumento di controllo. La materia non è ancora ben codificata. La norma europea impone, per ora, che i sistemi di archiviazione siano localizzati nel Paese in cui vengono prodotti i dati. L’allarme lanciato da Michele Mezza va approfondito.