La bufala della plastica compostabile

L’ennesima presa in giro ad alto profitto. La plastica compostabile che viene venduta sugli scaffali dei supermercati come materiale a impatto zero è una bufala. In tutta Europa questi prodotti monouso vengono gettati nella raccolta differenziata mentre in Italia vengono conferiti nell’umido. Un grande errore visto che il 63 per cento dell’umido finisce in siti di compostaggio dove queste plastiche non hanno il tempo necessario di degradarsi e inoltre contaminano lo smaltimento dei rifiuti organici nel quale il nostro paese rappresenta invece un’eccellenza.

Il settore delle plastiche compostabili ha visto però negli ultimi anni una crescita costante del fatturato per un volume d’affari che si aggira intorno a 800 milioni di euro. Secondo i dati Cic-Corepla riportati da “il Fatto Quotidiano”, la presenza di plastiche compostabili nella raccolta degli scarti di cucina è più che raddoppiata e secondo gli ultimi dati di mercato di European Bioplastics, la produzione globale di plastiche a base biologica e compostabili è destinata ad aumentare da 2,42 milioni di tonnellate nel 2021 a circa 7,59 milioni di tonnellate nel 2026. E l’Italia sembrerebbe puntare su questo business senza tenere conto delle caratteristiche degli attuali impianti nel nostro paese e senza una reale valutazione dei reali benefici ambientali alle plastiche fossili ma puntando soprattutto agli incentivi economici e fiscali. Il solito cane (nostrano) che si mangia la coda.