Il caos voli non ferma gli italiani

Voli cancellati e aeroporti nel caos. Inflazione e aumento dei prezzi. Guerra e pandemia. La lista è lunga ma la voglia degli italiani di andare in vacanza è inarrestabile. Tutti più poveri, un po’ impauriti e un po’ indeboliti si organizzano in modo diverso ma non rinunciano al mare o alla montagna.

Da una analisi di eDreams si evince che sei italiani su dieci hanno prenotato tra giugno e luglio. Le mete preferite rimangono quelle nostrane, visto come la pandemia continua ad influire sul turismo in casa, e oltre alle isole nazionali tornano in voga le metropoli come Napoli, Roma e Milano. Il 46 per cento degli italiani che viaggerà in agosto ha prenotato da tempo e predilige la Sicilia con Catania e Palermo che salgono sul podio delle città maggiormente visitate.

Vacanze brevi e non più lunghi periodi. Si prenota meno in albergo e si scelgono le soluzioni di alloggi privati. Si cucina a casa e si va meno al ristorante. Piccole accortezze che permettono di non rinunciare completamente all’agognata vacanza.

Tutta un’altra storia per chi decide di andare all’estero. La carenza di personale causata dalla pandemia e i continui scioperi delle compagnie aeree stanno gettando nel caos più totale i maggiori aeroporti europei. Ryanair ha annunciato scioperi per quattro giorni settimanali a partire dall’8 agosto fino al 7 gennaio. Ieri si è concluso quello del personale di terra di Lufthansa che ha provocato la cancellazione di oltre mille voli negli ultimi giorni di questa settimana. Anche la British Airways trema, visto il referendum lanciato dal sindacato dei piloti Balpa, che potrebbe portare ad ulteriori cancellazioni di voli nelle prossime settimane in Gran Bretagna. Negli scali parigini di Charles de Gaulle e Orly mancano gli addetti alla sicurezza, alla manutenzione e al commercio aeroportuale e i sindacati denunciano il licenziamento di 20mila dipendenti durante la pandemia.

Un agosto che si annuncia complicato ma che non sembrerebbe arrestare la voglia di “evadere” dalla propria routine. D’altronde come diceva Paolo Coelho: “Il viaggio non è mai una questione di soldi ma di coraggio”.