Parabola girevole

Avere una faccia da bambino aiuta a sfidare il tempo, ma non è un motivo sufficiente per votare la propria vita al culto della trottola. Stavros l’ha fatto. Il suo nome è lo stesso di Niarchos, mitico armatore greco rivale di Aristotele Onassis, come Paperone e Rockerduck. Ma lui non c’entra con i tycoon, nemmeno con quelli dei fumetti, ai quali preferisce sicuramente Paperino e Paperoga. Abitava ad Atene, poi, quattordici anni fa, gli girò di andarsene in un’isola, dove non si sarebbe occupato né di turismo né di ristorazione. Così ora, in una viuzza della chora di Naxos, è diventato l’alternativa silenziosa al monopolio degli smartphone nel cuore dei bambini.

Non è un sociologo, non è un moralista, un nostalgico, un passatista, un filosofo: semplicemente, accoglie chi entra nel suo negozio coloratissimo con il sorriso del bimbo che incontra amichetti vogliosi di giocare con lui. Aspetta che il visitatore (cliente non si addice) si ambienti. Poi, con discrezione, appare come un folletto cicciotto e con due dita anima una minuscola trottolina che, magicamente, dopo qualche secondo, si rovescia e continua a girare capovolta. Lo stupore degli astanti è un semaforo scontatamente verde: sorriso sornione, e poi scatena un esercito di trottole con o senza corda, piccole o grandicelle, e avverte che questa è facile, questa difficile, guardando tutti con occhio furbetto.

Una delle più complicate da lanciare sfida il moto perpetuo: Stavros continua a mostrarne tante, con tutti i colori del mondo e ancora di più, ma quella dei record non si ferma mai. Due coppie, una con bambino, una di bambini quarantenni, si aggirano fra le favole di legno. Lui, discreto, sta in disparte, ma è attentissimo e interviene fugando i dubbi, ogni tanto, sbagliando. Apposta, sicuramente: un folletto professionale non si ispira al superuomo, piuttosto al bambino di ogni età che ha diritto di sbagliare novantanove volte e di sorridere alla centesima, quando il giochino parte. Sbilenco, ma dimostra che il dio delle trottole esiste e ci ama.

Qualche avventore è imbarazzato all’idea di non comprare nulla, ma il ghignetto di Stavros rassicura: la trottola è qualche volta tonda come il mondo, ma non è il mondo, e si può vivere senza. Lui sa benissimo che bambini e adulti riaccenderanno lo smartphone cercando cartoni o geopolitica intricata. Ma sa pure che qualcuno tornerà, per vedere se un legnetto girevole ha veramente il potere di far comparire sulle facce quel sorriso buffo che Stavros, da piccolo, ricevette in dono da uno gnomo, e che non ha mai snobbato per sentirsi importante.