Tutti i monti ad Agnese Pini

Grande novità nel gruppo editoriale Monti-Riffeser. Dal primo luglio la giornalista di Carrara, classe 1985, assumerà la carica di direttore responsabile di tutti i quotidiani del presidente degli editori. Una catena prestigiosa che vanta titoli come La Nazione di Firenze, Il Resto del Carlino di Bologna, il Giorno di Milano, il QN quotidiano nazionale. Lo scambio di consegne con Michele Brambilla e con Sandro Neri dell’ex giornale milanese dell’Eni avverrà all’insegna delle nuove sfide che il gruppo intende affrontare soprattutto nell’Italia centrale e nella capitale industriale alle prese con un interessante sviluppo dopo l’arrivo degli investimenti arabi.

Il percorso giornalistico di Agnese Pini a 37 anni è pieno di riconoscimenti con due premi come il Matilde Serao del 2021 e Ischia per la carta stampa l’anno successivo. Qualche osservatore l’ha chiamata predestinata quando per la laurea in Lettere a Pisa scelse la tesi sulla corrispondenza tra Vittoria Colonna e Michelangelo Buonarroti. I richiami storici fanno risalire i suoi primi passi al giornale La Nazione di Firenze, il quotidiano che aveva visto la nascita il 13 luglio 1859, per iniziativa di Bettino Ricasoli.

La sua linea editoriale era quella di assecondare i fermenti unitari risorgimentali dei patrioti, delusi dallo armistizio di Villafranca. Il quotidiano restò legato all’idea nazionale per tutti gli anni del Novecento e sospese le pubblicazioni soltanto nei tre anni che vanno dal 1944 al 1947. Agnese Pini ha fatto tutta la gavetta dopo la scuola Walter Tobagi: cronaca nera e giudiziaria, desk. È stata inserita dalla rivista Usa Forbes tra le cento donne italiane di successo. L’attesa dell’editore Andrea Riffeser Monti è quella di sviluppare maggiormente, durante la sua gestione, l’integrazione tra carta stampata e online, per ricercare un prodotto in chiave innovativa, sempre più adatto alle nuove esigenze dei lettori, arricchendolo con nuovi temi e contenuti. D’altra parte tra i collaboratori illustri della Nazione ci sono Eugenio Montale, Alberto Moravia, Alberto Savinio, Rosso di San Secondo.

È antico anche il Resto del Carlino nato il 21 marzo 1885 e venne così chiamato perché era venduto nelle tabaccherie come resto di due centesimi per chi, con una moneta da 10 detta carlino, acquistava un sigaro toscano che costava 8 centesimi. Il giornale bolognese ha sempre tenuto fede all’impegno di richiamare all’ordine chi veniva meno ai suoi doveri. Interrotte le pubblicazioni durante il fascismo (al suo posto venne pubblicato Il Giornale dell’Emilia, il Carlino è tornato in edicola con questo nome nel 1953.

Compito arduo anche per il nuovo direttore del Mattino di Napoli. Francesco De Core è un giornalista che viene dal mondo dello sport, ma è anche studioso dello scrittore abruzzese Ignazio Silone, del quale ha scritto un libro con Ottorino Gurgo e di Caravaggio, soprattutto del periodo del grande pittore nella città partenopea e dove, proprio in queste settimane, la Fondazione della Banca Intesa Sanpaolo ha aperto le Gallerie di Palazzo Zevallos, di via Toledo con l’esposizione della tela “Il Martirio di Sant’Orsola”, ultima impresa pittorica dell’artista prima della morte nel 1610. De Core, scelto dalla famiglia Caltagirone dopo le dimissioni di Federico Monga, deve rialzare le sorti della gloriosa testata fondata a fine Ottocento da Matilde Serao e che registrò il boom delle vendite in due occasioni: all’epoca dello scudetto del Napoli con Maradona (180mila copie al giorno) e durante le cronache del terremoto in Irpinia del 1980.