Pulitzer 2022 ai giornalisti ucraini, il trionfo dell’ipocrisia

Una mensione speciale “Per il coraggio profuso nel raccontare l’invasione russa sul territorio nazionale”. Ma dov’è allora il Premio ai nostri inviati italiani e agli inviati di tutto il mondo che vivono in Ucraina dal 24 febbraio in condizioni di estremo disagio, lontani da casa e dai loro affetti come fanno abitualmente, come hanno scelto di fare perché è il loro lavoro, raccontando una guerra, le guerre, ad ogni ora in tutte le lingue, nascondendosi come tutti gli altri e indossando la stessa camicia e la stessa giacca da due mesi e mezzo, come tutti gli altri. Ma vogliamo parlare anche dei giornalisti messicani? Sono 11 quelli uccisi dall’inizio del 2022, due solo ieri.

Non c’è “devozione per la verità” in tutti questi colleghi che andrebbe riconosciuta prima di essere trucidati, poiché raccontano del traffico di droga, di armi, e della corruzione messicana? In Messico le organizzazioni criminali giurano la morte a chi si occupa di diffondere notizie sul loro operato. Il Messico è il Paese più letale al mondo per la stampa, e a nessuno è venuto in mente di dare un Premio Pulitzer ai professionisti della comunicazione che continuano tenacemente il durissimo lavoro che fanno per la sola passione.

La strage continua. Infatti, solo ieri Yesenia Mollinedo e Shella Johana Garcia Olivera sono state uccise nello Stato di Veraruz. Scrivevano per il portale El Veraz a Veracruz. Una era la direttrice e l’altra una delle redattrici. Colpite ripetutamente da armi da fuoco persino in faccia, poche ore dopo una manifestazione di protesta contro le violenze subìte proprio ai danni dei giornalisti.

Ma sempre ieri in un’altra zona ad alta temperatura del mondo, la Cisgiordania, che ci ha talmente abituato alle esplosioni, agli scontri, che quasi non ci si fa più caso, al punto che riusciamo a parlare solo d’altro, è rimasta uccisa un’altra giornalista palestinese di Al Jazeera anche lì a colpi d’arma da fuoco. Centrata in pieno alla testa, Shireen Abu Akleh, nel corso di uno scontro fra miliziani palestinesi e l’esercito israeliano nel campo profughi di Jenin. Sembra che il gruppo di reporter con lei sia stato colpito mentre seguiva un raid.

Nessun Premio Pulitzer neppure lì.

@vanessaseffer