La questione demografica: una sfida per il futuro dell’Italia

Il convegno del forum per la natalità 

Una tenaglia stringe l’Italia: il record negativo delle nascite e il rapido invecchiamento. La decrescita demografica è una questione cruciale che pesa come un macigno sul futuro dell’Italia. L’Istat segnala che in vent’anni il numero medio di componenti dei nuclei familiari in Italia è passato da 2,7 (1999-2000) a 2,3 (media 2019-2020), per effetto dell’incremento del numero di famiglie uni-personali. Ad aggravare la situazione è intervenuta anche la pandemia. Su questo punto il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo ha recentemente sottolineato che “L’effetto pandemia si è sentito in modo forte anche sul fronte della natalità nel 2021, con una diminuzione come non si vedeva da tempo”.

Se continuerà a perdurare la mancanza di interventi strutturali su questa emergenza, si aggraveranno tutti i problemi perché a causa della bassa natalità si va verso il collasso previdenziale, sanitario, economico. Qualsiasi programma di governo non può che avere al centro questo tema. Allora che fare? Cercherà di dare una risposta - nel segno dell’ottimismo con lo slogan Si può fare! la seconda edizione degli Stati generali della natalità dedicati al tema del futuro e delle nascite, che si apre all’Auditorium della Conciliazione domani a Roma, su iniziativa della “Fondazione per la natalità”, presieduta da Gigi De Palo.

L’evento della durata di due giorni, è un’importante occasione per riflettere su come superare il fenomeno della denatalità anche sfruttando l’occasione che viene offerta dal Pnrr per favorire le condizioni indispensabili a non far naufragare e consolidare il patto tra generazioni, che inevitabilmente salterebbe se, per esempio, un numero sempre più esiguo di persone in età lavorativa dovesse sostenere un numero di anziani dieci volte superiore all’attuale.

Alla presenza di duemila studenti, personalità delle istituzioni, della politica, delle imprese, del giornalismo, del mondo dello sport e della cultura si ritroveranno tutti uniti per “sottoscrivere” un impegno per il futuro dei giovani e del Paese. Era stato invitato anche Papa Francesco, ma non potendo intervenire a causa dei suoi problemi di salute, invierà un messaggio.

Particolarmente atteso è l’intervento del professor Blangiardo, che, attraverso dati inediti, farà un quadro dell’Italia del 2050. E quando si parla di 2050 non si evoca un tempo remoto, se si pensa che un bambino che inizia adesso la scuola elementare avrà 36 anni e un neonato nel 2100 sarà un ottantenne. Dunque, c’è poco tempo. Occorre, con urgenza, cambiare rotta e il convegno organizzato dalla “Fondazione per la natalità” ha il merito di proporre alla politica un percorso per affrontare questa sfida decisiva per il nostro futuro.