La scuola deve continuare in presenza

La scuola riparte. Regolarmente. Nessuna Dad, nessun ritardo. I profeti di sventura, ancora una volta, rimarranno delusi: i loro catastrofici vaticini non si avvereranno. Il Governo, le Regioni, tutte le istituzioni si sono spese affinché la scuola potesse ripartire in presenza dopo la pausa natalizia. L’eredità nefasta della Dad ha fatto sì che tutti comprendessero l’importanza del diritto all’istruzione, un diritto che può essere garantito solo da una scuola aperta, solo da una scuola che vede studenti e docenti fisicamente presenti, nella stessa aula, non dietro uno schermo. Certamente, tutto nella massima sicurezza. E proprio a questo il Governo, con tutte le istituzioni, ha lavorato e ancora lavora. Ripartire in presenza significa investire nel nostro futuro.

Con una campagna vaccinale che procede a vele spiegate, sarebbe stato, usando un eufemismo, un controsenso bloccare la scuola, il primo motore dell’economia, con ricadute sul piano sociale davvero allarmanti. Altro eufemistico controsenso sarebbe stato lasciare aperti i centri commerciali e chiudere le scuole. Certo, con altri governi, è avvenuto anche questo, ma è acqua passata, non pensiamoci più. Si facciano da parte dunque gli scettici, coloro che sguazzano nel pessimismo e apriamo invece le porte delle scuole, facciamo entrare il futuro.

Certamente il rientro a scuola è consentito da una serie di misure volte a garantire la sicurezza per gli studenti, le famiglie, i docenti e tutto il personale. Al di là di ogni misura legislativa, occorre che tutti i cittadini entrino definitivamente in una dimensione nuova che è quella della corresponsabilità che mi fa dire che, certo, fare il tampone quando ho qualche sintomo è importante, ma ancor più importante è vivere adottando comportamenti sicuri e responsabili. Si ritorna sempre sullo stesso punto: il tampone è l’ultimo atto, prima occorre assumersi le proprie responsabilità, per il bene proprio e degli altri.

Ecco, allora, alcune importanti novità, facilmente consultabili sui siti istituzionali, che riguardano scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Tali novità riguardano le procedure da seguire in caso di presenza di un positivo nella classe, il numero di positivi che fa scattare automaticamente il passaggio alla didattica a distanza, l’utilizzo delle mascherine Ffp2 e la distinzione fra studenti vaccinati e non.

Con queste indicazioni i nostri studenti con i loro insegnanti possono tornare ad incontrarsi e riprendere così il loro percorso formativo. Impariamo, allora, a non basarci sulle notizie che ci giungono non si sa da dove, impariamo a prenderci carico l’uno dell’altro, impariamo il valore della convivenza civile.

(*) Senior fellow Istituto Bruno Leoni