Il calcio al servizio del bene comune

Che il calcio sia un potente veicolo di comunicazione è risaputo. Meno noto è, invece, che possa porsi al servizio del bene collettivo. È una bella pagina quella che ha scritto la Lazio firmando un accordo con il commissario straordinario del governo per le persone scomparse lo scorso 7 settembre alla Sala stampa dello Stadio Olimpico. Il presidente Claudio Lotito e il commissario Silvana Riccio hanno definito le modalità attraverso le quali la squadra calcistica collaborerà alla ricerca delle persone scomparse. Non è cosa da poco, se si pensa che da quando esiste la banca dati del ministero dell’Interno (1974) quasi 64mila persone si sono perse nel nulla, facendo scomparire ogni traccia di sé. E nei primi otto mesi di quest’anno le denunce di scomparsa sono già 14mila. Molti, fortunatamente, verranno ritrovati o faranno rientro volontariamente, ma molti saranno quelli che andranno ad aggiungersi alla lista degli scomparsi definitivi, anche se le ricerche non verranno mai meno.

La Lazio ha offerto la sua collaborazione mettendo a disposizione il giornale, il sito web, la televisione, i led e il maxischermo ogni volta in cui giocherà in casa. Il tutto per agevolare le ricerche, soprattutto per quanto riguarda i minori di età. Una bella dimostrazione di partenariato fra pubblico e privato, che potrebbe fare da apripista anche per altre squadre. Un evento importante, quindi, segnato anche da un momento di commozione del presidente Lotito, che per qualche attimo ha dovuto interrompere il suo discorso. Per il commissario Riccio questo è un altro colpo messo a segno per aumentare gli strumenti di ricerca degli scomparsi, che, come ha sottolineato, sono tanto più efficaci quanto più riescono a coinvolgere un’ampia parte della popolazione.