Laurea a Megalizzi, ucciso a Strasburgo

Quattro tragici episodi della prima quindicina di luglio hanno richiamato all’attenzione dell’opinione pubblica i rischi della ricerca della verità da parte dei giornalisti e la pericolosità di essere al servizio dei lettori. Secondo le associazioni di categoria soltanto nei primi sei mesi dell’anno si contano 8 giornalisti e 4 operatori vittime della violenza e delle organizzazioni criminali. Il 3 maggio a Milano si era celebrata la Giornata mondiale della libertà di stampa ai Giardini dei giusti in cui il presidente di Ossigeno Alberto Spampinato aveva ricordato le 50 vittime del 2020 e i 75 giornalisti ammazzati durante le guerre jugoslave tra il 1991 e il 1995, tra cui tre italiani della Rai di Trieste Marco Lucchetta, Alessandro ‘Sasa’ Ota, Dario D’Angelo. Erano stati, invece, due spagnoli a cadere il 27 aprile sotto un attacco jihadista in Burkina Faso. David Beriain e Roberto Fragile stavano lavorando, con l’esperto irlandese di ambiente Rory Young a un documentario sul bracconaggio nel paese.

A luglio Amsterdam ha detto addio al reporter Peter R. de Vries che indagava sui traffici di droga mentre in Afghanistan il fotoreporter della Reuters e Premio Pulitzer del 2018 l’indiano Danish Siddiqui è stato ucciso da un gruppo di talebani. Sono stati il capo dello Stato Sergio Mattarella e il presidente del Parlamento europeo il giornalista David Sassoli a denunciare l’intolleranza, l’odio, le minacce terroristiche contro i giornalisti che fanno il loro lavoro per informare i lettori. La passione del giornalismo aveva spinto il giovane studente dell’Università di Trento Antonio Megalizzi a recarsi a Strasburgo a seguire per una radio i lavori della seduta plenaria dell’Europarlamento del dicembre 2018. L’Europa con i suoi problemi e le sue difficoltà lo appassionavano. Era in quei giorni con il collega polacco Barto Pedro Orent-Niedzielski, reporter come tanti altri alle prime armi. Sono morti entrambi nell’attentato rivendicato dall’Isis quando Cherif Chekatt sparò contro la folla del mercatino di Natale, uccidendo 5 persone.

Mattarella e Sassoli hanno voluto essere presenti al compimento del percorso accademico di Megalizzi voluto dall’Ateneo di Trento con la consegna della pergamena da parte del Rettore. Una laurea ad honorem mentre già nel 2019 l’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige aveva assegnato alla memoria il tesserino rosso di giornalista professionista. È riconducibile alla mafia olandese l’agguato all’uscita degli studi tivù della trasmissione Rtl Broacast del giornalista Peter R. de Vries che aveva ricevuto molte minacce di morte ma non aveva mai voluto la scorta. Per il pubblico olandese de Vries era una personalità di spicco per la sua capacità di risolvere vari gialli ma anche per le sue inchieste tra cui quella famosa sul principale quotidiano olandese De Telegraaf finita in un libro sul sequestro nel 1983 del magnate della birra Freddy Heineken e del suo autista.

La morte per mano dei talebani di Danish Siddiqui è avvolta in una serie di misteri, così come avvenne per la giornalista del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli, uccisa nel 2001 con altri tre colleghi. La nuova direttrice della Reuters Alessandra Galloni ha comunicato che l’agenzia sta raccogliendo il massimo delle informazioni tenuto conto che il reporter “embedded” nelle forze armate afghane. In difficoltà i giornalisti nel raccontare cosa sta accadendo a Cuba (morti e migliaia di arresti) come ha precisato Yoani Sanchez che dirige il portale 14ymedio, una delle voci libere dell’Avana.