Elicottero caduto in Bosnia, morti quattro militari italiani: indaga la procura militare
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Un procedimento conoscitivo senza ipotesi di reato. La procura militare di Roma ha avviato un fascicolo d’indagine riguardo all’incidente avvenuto ieri sera in Bosnia che ha coinvolto un Boeing Ch-47 Chinook dell’esercito italiano e causato la morte di quattro militari. L’imponente elicottero a doppio rotore è stato avvistato mentre si avvitava su se stesso, perdendo quota velocemente, per poi schiantarsi al suolo in una campagna del distretto di Brčko, in Bosnia. Il bilancio è di quattro italiani morti: due dell’Esercito, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, e due della Croce rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. Degli 11 feriti, nessuno rischia la vita. Le due vittime militari facevano parte del Comando aviazione dell’Esercito di Viterbo: erano il pilota dell’elicottero e lo specialista dell’aeromobile. La sindaca della città, Chiara Frontini, ha proclamato per oggi il lutto cittadino e bandiere a mezz’asta.

Il Chinook è un elicottero prodotto dalla Boeing dall’inizio degli anni Sessanta, impiegato massicciamente dalla guerra del Vietnam in poi. Il Ch-47 deve alla sua strabiliante capacità di carico la sua popolarità nei vari eserciti. Secondo le ricostruzioni, l’elicottero italiano era partito mercoledì da Viterbo, facendo un breve scalo all’aeroporto militare di Pratica di mare (frazione di Pomezia). L’aeromobile faceva parte della missione Eufor Althea: un’operazione nata nel 2004 – e da quest’anno a guida italiana, con il generale Maurizio Fronda – per stabilizzare una delle sei repubbliche nate dalla disgregazione della Jugoslavia. Nello specifico, Eufor Althea è una missione di supporto e addestramento delle forze armate bosniache, di cui fanno parte 1.600 militari di 24 Paesi: quello italiano è il contingente più numeroso, con circa 300 unità.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è arrivato stamattina a Tuzla, in Bosnia, per visitare i feriti dell’elicottero caduto. Il ministro è accompagnato dal capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. “Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama”, ha scritto la premier Giorgia Meloni su X. “In questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l’Esercito italiano e il corpo militare della Croce rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento”, ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al capo di Stato maggiore italiano, chiedendo “di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà”.

Dopo il tragico incidente in Bosnia è cambiato anche il programma delle celebrazioni che culmineranno nella giornata nazionale delle Forze armate, il 4 novembre prossimo. Il Villaggio Difesa, che doveva essere inaugurato oggi al Circo Massimo, è diventato “uno spazio di raccoglimento, di memoria e di partecipazione”, ha dichiarato il Ministero della Difesa. “Nel quale l’intera comunità nazionale possa stringersi idealmente attorno ai nostri caduti, alle loro famiglie, ai feriti e a tutti coloro che stanno vivendo queste ore difficili”, si legge nella nota del Ministero.

Aggiornato il 30 ottobre 2026 alle ore 13:56