Cateno De Luca svela il simbolo di “Sindaci d’Italia”
Foto: Cateno De Luca (Imagoeconomica)

Ora è ufficiale. Cateno De Luca mostra il logo della nuova formazione politica dei “Sindaci d’Italia”. Il sindaco di Taormina (Messina) è stato nominato portavoce unico del movimento che si collocherà alle prossime Politiche con il centrodestra. Nel simbolo campeggia il nome di Cateno De Luca, seguito da “Sindaci d’Italia” e “Sud chiama Nord per le autonomie”. L’obiettivo è superare il 3 per cento ed essere determinante per la vittoria dei conservatori. De Luca suggella l’alleanza con Giorgia Meloni, facendo un pronostico circostanziato: “Si voterà il 9 e 10 maggio” nell’ambito di un “Election day”. La premier gli invia un lungo videomessaggio di benvenuto: “I sindaci – dice – sono eroi. Sono il primo volto con cui lo Stato si mostra ai cittadini”, afferma la presidente del Consiglio. “Grazie per aver scelto di mettere la vostra esperienza, determinazione e testardaggine al servizio di un progetto più grande. So che vuol dire fondare un movimento politico e vi devo riconoscere una bella dose di coraggio, forse anche un pizzico di follia”.

Meloni si rivolge agli amministratori accorsi a Roma per la convention di Sud chiama Nord, non facendo mistero del fatto che “tra il centrodestra e alcune realtà territoriali ci sono storie distinte e percorsi civici differenti. Ma è esattamente per questo – scandisce – che il vostro contributo al progetto che stiamo portando avanti per l’Italia ha un valore particolare. Perché l’Italia si governa con i territori”. Poi un passaggio sul Sud che “in questi anni è cresciuto più del resto d’Italia” anche grazie a quei “provvedimenti che ne hanno sostenuto il dinamismo, come la Zes unica”. De Luca, che in giornata incassa l’endorsement anche del ministro della Difesa Guido Crosetto, fa un annuncio che spiazza la platea: ha sentito Renzo Bossi, figlio di Umberto, e gli ha offerto una candidatura per il Parlamento, che lui starebbe valutando. Quindi, mostra una foto con il fondatore della Lega e rilancia la “battaglia” sulle autonomie, “contro il centralismo e per le nostre identità”. Ad ascoltarlo in platea c’è anche Mario Borghezio.

Poi De Luca attacca duramente sia Roberto Vannacci (il capo di un “partito di cazzari” che dovrebbe ricominciare la carriera politica facendo “il consigliere comunale”), sia Alessandro Onorato, l’assessore romano leader di Progetto civico, fautore di “un finto-civismo da salotto”. Un fiume in piena, insomma, che frutta a Cateno l’epiteto in sala di “Toro scatenato” o “Scateno”. La partita siciliana e quella italiana – giura il leader di Sud Chiama Nord – non si incrociano. “Io non sono qui per avere l’appoggio del centrodestra per fare il presidente della Regione siciliana”, chiarisce. “Sono qui perché sono fermamente convinto che con il centrodestra noi possiamo realizzare il sogno e il progetto di avere un’Italia delle autonomie e quindi preservare e realizzare quello che rappresentiamo: i territori”.

Aggiornato il 30 ottobre 2026 alle ore 16:34