Leggo da Il Moderno Galateo di Melchiorre Gioia, edito nel 1914 da Salani editore, che rivede e aggiorna il Galateo di monsignor Giovanni della Casa, una voce utile da leggere in questi tempi caratterizzati dalla 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐝𝐢𝐨𝐭𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐨𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢.
Si tratta di un appunto scritto nell’edizione di cui sono proprietario che amplia al meglio la voce 𝐷𝑒𝑏𝑜𝑙𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑐𝑖𝑛𝑖𝑜.
Occorre fare un’osservazione: oggi di Melchiorre Gioia resta soltanto il nome di una importante strada di Milano.
Una seconda osservazione: l’appunto che qui propongo è quasi certamente opera di un cardinale ligure. È scritto con una stilografica, in caratteri minuti e splendidi per chiarezza di lettura e senso delle proporzioni.
Eccolo: “Lo sciocco e l’imbecille si conoscono da sei cose: si affliggono senza motivo, parlano senza ragione, si confidano a tutti, si ingeriscono di ciò che non li riguarda (quindi di tutto lo scibile. Ndr.), cambiano avviso facilmente e non sanno distinguere quelli che vogliono far loro del male da quelli che vogliono far loro del bene”.
Purtroppo ogni giorno su ogni questione scoppia un dibattito estenuante in cui due parti (secondo il tremendo - per l’umanità - Principio del Terzo Escluso) dissanguano neuroni, tastiere e l’uditorio, che mica può turarsi naso e orecchie, dato che si tratta di argomenti importanti. Prendiamo il caso degli scontri che hanno visto dei possibili “mandanti” espliciti come il gruppo 17 ottobre, il cui “capo” Youssef Siher è in stato di fermo con l’accusa di istigazione a delinquere.
La associazione di magistrati Anm ha dichiarato: “Miope affrontare il disagio giovanile solo con la repressione”. Il così detto Campo Largo della sinistra usa lo stesso linguaggio: “Bisogna comprenderli”, e alza il dito contro repressione e contro il capitalismo. Sembra però che a questo vezzo giustificazionista manchino i respiri del pensiero oggettivo. Ovvero: se c’è da porre attenzione sul “perché”, è giusto anche fare lo stesso sul “come”. Altrimenti succede che dai licenza di sfasciare le città (e bruciare palazzi comunali come in Francia, dove - si noti bene - è stato imposto il coprifuoco), salvo poi inveire quando arriva la repressione (del piccolo o grande crimine). Com’è successo tra Israele e Hamas: silenzio e censura sul 7 ottobre e poi accuse infami di genocidio contro gli “ebrei” (silenziando la notizia degli avvisi dati da Israele alla popolazione di Gaza sotto le cui case venivano lanciati missili iraniani).
Che dire poi sulle modalità dell’Iran con i propri giovani in rivolta? I komeinisti ne hanno massacrato a decine di migliaia nelle piazze di Teheran e di altre città, e ora ne mandano sulla forca a migliaia ogni anno… Su questo mai un corteo, nemmeno una vetrina di tappeti di Tabriz sfasciata. I soliti noti hanno urlato solo quando Trump è arrivato nel Golfo Persico per bombardare, ma senza aver prima organizzato uno straccio di piano di guerra. O come fa il Vaticano che tace o minimizza dopo il censurato video dell’attentato alla chiesa cristiana di Karak in Giordania della scorsa settimana. Se solo si facessero vedere le modalità di quell’azione (e il video delle due sorelle bambine inseguite e uccise a pistolate da un subumano di Hamas il 7 ottobre), la discussione avrebbe più elementi per giungere a una sintesi condivisa.
Così però il lassismo delle società occidentali lascia baratri aperti in cui precipitano popolazioni viziate dagli agi dell’odiato capitalismo e annegate mentalmente da rimestatori del senso unico alla Alessandro Orsini o alla Alessandro Barbero. Il malpensante si adopera per turlupinare gli imbecilli, e così diventa più ricco predicando agli altri di indossare il saio di san Francesco. Fantastica riedizione della caduta dell’Impero romano.
DUE OSSERVAZIONI IMPORTANTI
La prima è questa: nei discorsi della gente comune (che ho la fortuna di seguire spesso) di questi giorni ho sentito solo parole di condanna nei confronti dei giovani sfascisti di Milano, Bologna e di altre città. A loro non interessava che i manifestanti sfascisti erano solo una parte dei cortei: condannavano tutto il movimento. Parlo di persone che non votano il partito del generale Vannacci, ma quello di Elly Schlein o i Verdi-Sinistra di AVS. Parole che manco sui giornali di centrodestra erano più nette.
La seconda nota è questa. L’esercito italiano è messo male. I 500 parà della Folgore mandati a Milano manco avevano un elmetto a testa. Avevano pistole per difendersi, ma non tutti avevano la fondina, così si dicevano: “Passami per un po’ la tua, che in tasca manco ci sta”. Se poi un militare di carriera si va a confrontare con altri eserciti nel corso di esercitazioni, ci va guidato da ufficiali - e anche da colleghi - che non conoscono l’inglese, per giunta dotato di equipaggiamento spesso ridicolo (chi ricorda le scarpe di cartone per l’armata italiana inviata da Mussolini in Russia?).
Inoltre, mentre nel resto del mondo Nato, un militare che supera le varie prove ottiene un avanzamento di carriera, nell’esercito italiano si avanza solo con l’anzianità. Ciò è a dire che in Italia la sindacalizzazione viene confusa col social-catto-comunismo, incentivando così a più non posso il fancazzismo. Se la Repubblica è fondata sul lavoro (degli altri), lo Stato è fondato sul dolce far niente. Guai quindi a chi si impegna per davvero.
UN’IDEA SURREALE SUI MANDANTI DELLE MANIFESTAZIONI GIOVANILI IN EUROPA
Agli atti abbiamo il capo della 17 ottobre, e poi una serie di illazioni: 1) “Sono stati i russi Putin e Dugin”; 2) “Sono stati i sionisti”; 3) “È colpa degli iraniani”.
Proviamo invece a sparare una idea geopolitica strana ma pantagruelica, e vedere se sta in piedi sotto il profilo logico.
Poniamo di essere un mestapopolo pieno di follower invasati, e a scrivere sul profilo social questa opinione certa: “Sono gli Stati Uniti di Trump - e non Valdimir Putin - ad aver organizzato il movimento degli studenti in Europa”.
Perché lo avrebbero fatto? Perché Trump sapeva perfettamente che il Pd e i suoi cortigiani, parlando di “giuste rivendicazioni” dei giovani, e di “repressione delle destre”, si sarebbero dati una zappata sui piedi, in un Paese di vecchi ai quali i giovani sembrano solo delle variabili impazzite, arabiche, maranzanti e imbarazzanti, violente. In questo modo vincerebbe il centrodestra, come avrebbe voluto Trump col suo aiutino.
Pertanto, quell’imitatore dello “storico Barbero” avrebbe ottenuto successo, indicando come colpevoli gli Usa.
Ma dal punto di vista della realtà sociale ed elettorale, al ragionamento manca un dato: in realtà più l’opposizione la spara grossa e più sarà votata. Perché? Perché di baggiani ce ne sono tanti. Quindi in politica quanto più ci si accapiglia e tanto più tutti sbagliano. Molti saranno i chiamati, ma pochi gli eletti, come si legge nel Vangelo.
Aggiornato il 26 ottobre 2026 alle ore 16:17
