Paolo Zangrillo è convinto che il suo partito debba inaugurare una nuova fase. “Dobbiamo costruire – afferma – una Forza Italia post Berlusconi che, nel rispetto della sua eredità, guardi al futuro. Serve un think tank interno, un laboratorio di idee che si metta in ascolto della società e delle nuove generazioni”. Lo sostiene il ministro per la Pubblica amministrazione in un’intervista al Sole 24 Ore. “I partiti devono evolversi insieme al contesto in cui sono immersi. Viviamo cambiamenti tecnologici e geopolitici inediti. È vitale che Forza Italia aggiorni la sua visione”, rimarca Zangrillo. “Condivido l’obiettivo di Antonio Tajani di puntare a tornare al 20 per cento: abbiamo il potenziale, ma serve un breakthrough, un punto di rottura”, aggiunge. Per il ministro, “occorre affiancare ai temi tradizionali del partito, come fisco e giustizia, anche i diritti civili e una maggiore attenzione alle nuove generazioni”. Secondo Zangrillo il congresso non basta: “Serve un laboratorio dove tutti si sentano liberi di esprimersi. La forza di un partito è accogliere le idee e arrivare a una linea dopo una riflessione condivisa”.
Quanto alla leadership di Antonio Tajani, il ministro chiarisce. Il segretario “ci ha permesso di sopravvivere al trauma della scomparsa del presidente. E le nuove leadership non si autoproclamano, nascono da un movimento diffuso. Non vedo attivato questo meccanismo adesso e per me Tajani non è in discussione”. E aggiunge: “Voglio discutere, invece, un metodo più inclusivo. Sui territori ci sono tante leadership – presidenti di Regione, segretari – che fanno cose egregie. Solo dal confronto potrà emergere la leadership del futuro”. Intanto, proprio un esponente di punta di Forza Italia come Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, torna a rivendicare l’unità del partito. “È stato sempre compatto, non mi risultano divisioni: il partito è stato sempre in salute”. Lo sottolinea Schifani, a margine dell’Education & Open Innovation Forum di Confindustria, a Taormina (Messina). “Se vi sono state nei voti segreti delle anomalie, sono state di entità tale che denotavano come vi fossero problemi interni alle varie aree della maggioranza, non soltanto al mio partito. Quindi era un problema trasversale, e vedo che adesso per fortuna non c’è più”.
Aggiornato il 23 ottobre 2026 alle ore 12:56
