Autotrasportatori, minacciato chi non si ferma
Foto: Ansa

Le difficoltà non si risolvono tagliando le gomme o “minacciando i colleghi”. Salvatore Bella, il coordinatore del Comitato trasportatori siciliani (Cts), ha puntato il dito verso Giuseppe Richichi, presidente dei trasportatori siciliani dell’Aias. Una parte degli autotrasportatori della Regione ha lanciato un appello alle autorità, per intervenire nei due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale. “Le minacce e le violenze messe in atto da Richichi e da una piccola parte dei padroncini non ci appartengono. Siamo tutti consapevoli del dramma che l’intera categoria sta attraversando a causa del caro gasolio, ma le difficoltà non si risolvono così. Chiediamo che le forze dell’ordine ci tutelino: noi vogliamo lavorare”, ha detto Bella rivolgendosi direttamente al prefetto e al questore di Catania.

Il coordinatore del Cts è convinto che la quasi totalità degli associati vorrebbe continuare a lavorare. La libertà di circolazione, tuttavia, sarebbe stata messa a repentaglio da gravissimi episodi di cronaca, denunciati dal Comitato. “Decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti, facenti capo a Richichi”, ha detto Bella rivendicando il diritto al lavoro. Il presidente dell’Aias aveva confermato i presidi “di tir e camion nella provincia etnea a Misterbianco, a Tremestieri e anche ai caselli autostradali di San Gregorio, con una trentina di mezzi”. Richichi ha risposto alle accuse del Cts: “Tutti gli autotrasportatori siciliani e non solo hanno fatto i blocchi e i fermi e quelli dell’intermodalità si sono presi i soldi senza fare niente. Ora vedremo il da farsi”, ha detto il presidente dell’Aias. Che ha rispedito al mittente le violenze denunciate da Bella. “Ma quali violenze? Le uniche violenze sono quelle che subisce la povera gente che sciopera per il caro gasolio. Semmai le subiamo noi che non portiamo nulla a casa. Ieri a Milano sono stati sganciati solo i soldi per il mare bonus e si sapeva”, ha spiegato Richichi.

La situazione è complessa e in continua evoluzione. Sono arrivate denunce anche dalla Campania, dove un autotrasportatore romano è rimasto bloccato per ore nell’area di servizio di San Nicola La strada a Caserta. “Chiedo aiuto, questo è un sequestro di persona”, ha detto il lavoratore, che ha preferito rimanere anonimo, all’Ansa. È stato costretto a entrare nell’area di sosta da alcuni manifestanti, con altre decine di tir, che poi hanno bloccato entrata e uscita dell’autogrill. “Ho chiamato il 112 ma ai numeri della polizia stradale che mi hanno fornito non risponde nessuno”, ha detto l’autotrasportatore ai giornalisti. “Faccio questo lavoro da dice anni e chiaramente condivido le ragioni della protesta ma bisogna sempre lasciare ai lavoratori la libertà di aderire o meno allo sciopero senza usare, come sta accadendo, violenza o minacce”, ha aggiunto. E ancora: “Avevo proposto a chi mi ha fermato di rientrare a Roma, ho un carico di alimenti a rischio deperimento. Non mi hanno neanche degnato di una risposta”.

Aggiornato il 21 ottobre 2026 alle ore 17:15