Cairo inurbano con Meloni
Foto: Imagoeconomica

En Passant

Lo schema del talk show quadrilatero l’ha portato alla perfezione del genere la callida Lilli Gruber, prototipica antifascista catodica, che apostrofa il governo Meloni con l’epiteto “destra-destra” in modo che si capisca quel che vuole intendere. La trasmissione “Otto e mezzo” è organizzata, di norma, con tre personaggi di sicura fede antifascista, levogira, antidestra, eccetera, contrapposti ad un personaggio dichiaratamente o pubblicamente schierato con il governo e la maggioranza. Il giochino funziona in modo che tale personaggio, mai in genere il meglio del suo campo, faccia sempre la figura del perdente, del minoritario, del depositario di idee reazionarie, antiquate, retrograde eccetera, del tapino costretto a difendere la Meloni dalle sue contraddizioni, errori, inadeguatezze, insomma dalla sua esperienza governativa asseritamente fallimentare addirittura.

“Otto e mezzo” dura mezz’ora o giù di lì. Tuttavia, cinque giorni su sette, è una mezz’ora di pretto indirizzo contrario alla “destra-destra”, intriso di sottile velenosità antigovernativa, rectius avverso personalmente alla Meloni. “Di martedì”, invece, pur di cadenza settimanale, è una sorta di corazzata contro tutto ciò che ha sentore di maggioranza e di governo. Al timone è l’ammiraglio Giovanni Floris dalla vista così aguzza che sull’oceano di fatti e notizie riesce a coglierne i particolari a detrimento della rotta nazionale dell’Esecutivo. Il gallonato Floris, abilissimo nocchiero, sciorina, con l’avallo di un qualificato, numeroso, variegato equipaggio (salvo eccezioni ed omissioni), statistiche, documenti, testimonianze che casualmente depongono senz’altro contro il governo, piuttosto che a favore dell’opposizione, in maniera che l’attacco non sembri proprio del tutto condotto deliberatamente contro il nemico istituzionale, invece preso di mira. Il cannoneggiamento della “Corazzata Cairo” timonata dall’ammiraglio Floris va avanti per diverse ore, anche sullo stesso bersaglio, con proterva ripetizione di colpi.

Urbano Cairo, il Berlusconi del XXI secolo, a parte i programmi culturali, anche di qualità, politicamente parlando appare quasi organico al “Campo largo” o, se no, antipatizzante per il centro destra, senza giusta proporzione.

Aggiornato il 08 ottobre 2026 alle ore 10:16