Legge elettorale, domani va in scena il nuovo confronto nel centrodestra
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Il centrodestra prova a trovare l’accordo definitivo sulla legge elettorale. Gli ultimi nodi devono essere sciolti entro giovedì quando l’Esecutivo dovrà esprimere i suoi pareri e l’Aula del Senato dovrà iniziare a votare sugli emendamenti. Per queste ragioni, una nuova riunione tecnica di centrodestra dovrebbe tenersi domani in tarda mattinata. L’obiettivo dell’incontro riguarda le ultime questioni rimaste aperte. Tre sono quelle di maggior di maggior rilievo, sulle quali non è escluso che serva anche un confronto fra i leader: oltre al ballottaggio anche l’entità della soglia oltre la quale si vince il premio di maggioranza e la misura, introdotta alla Camera su proposta di Forza Italia, per l’esclusione dal calcolo della cifra elettorale nazionale delle forze sotto il 3 per cento, la cosiddetta norma “anti-cespugli”. Punti che, al momento, restano accantonati nell’esame che si sta svolgendo in Commissione Affari costituzionali. I lavori a Palazzo Madama procedono a rilento con una maratona oratoria dei senatori di opposizione che attaccano nel merito e nel metodo il provvedimento.

Mancano ancora da votare centinaia di proposte di modifica per cui è sostanzialmente certo che si andrà in Assemblea mercoledì senza mandato al relatore e, dunque, con l’onere di rivotare gli emendamenti approvati in commissione, anche quello sulle preferenze. Molto difficile, invece, che si voti sul ballottaggio: l’ipotesi di inserirlo sembra infatti archiviata ed è, quindi, molto probabile che, alla fine, il senatore di Fratelli d’Itali Marcello Pera decida di ritirare l’emendamento. Altro discorso è invece quello riguardante la soglia per il premio. Un’asticella che nella prima versione della riforma alla Camera era stata fissata al 40 per cento e poi alzata al 42 per cento anche per i rilievi di diversi costituzionalisti che avevano oltretutto paventato il rischio che con il premio fisso questa cifra non fosse sufficiente a garantire la maggioranza a chi vince. Ora si discute se riabbassarla al 41 per cento. Senza ballottaggio l’abbassamento della soglia potrebbe in qualche misura agevolare il centrodestra che – senza Futuro nazionale di Roberto Vannacci – si stanzia al momento intorno a quella cifra.

Frattanto, sono ripresi in Commissione Affari costituzionali al Senato i lavori sulla riforma della legge elettorale. In apertura di seduta le opposizioni hanno chiesto conto della decisione comunicata dalla presidenza del Senato di rendere sub-emendabile per l’Aula (con termine alle 14 di oggi) l’emendamento di maggioranza sulle preferenze approvato in commissione. La proposta andrà rivotata in Aula visto che realisticamente non si arriverà a chiudere i lavori con il mandato al relatore e si ripartirà dunque dal testo base. Sulla procedura di voto di quell’emendamento le opposizioni erano andate all’attacco nei giorni scorsi visto che alcune loro proposte che, ove approvate, avrebbero precluso la modifica della maggioranza non erano state messe ai voti prima di quella a prima firma Marco Lisei (Fdi). Proseguono, intanto, le votazioni. È rimasto accantonato l’emendamento a firma di Etelwardo Sigismondi di Fdi che riduce i tempi entro i quali un sindaco che si candida alle Politiche deve dimettersi per incompatibilità.

Aggiornato il 08 settembre 2026 alle ore 15:04