C’è un momento preciso in cui il giornalismo d’inchiesta smette di essere un cane da guardia del potere e rischia di trasformarsi in uno specchio deformante. La vicenda del celebre incontro nell’autogrill di Fiano Romano tra Matteo Renzi e Marco Mancini — presentata nel 2020 da Report come uno scoop epocale grazie al filmato di una “professoressa di passaggio” — torna oggi a tremare dalle fondamenta. A scuotere il castello di carte è un’inchiesta controcorrente e clamorosa pubblicata da Il Giornale, che non si limita a sollevare dubbi, ma documenta una realtà ben diversa e decisamente più inquietante.
LA SCOPERTA DE IL GIORNALE: COSA C’È DIETRO LA FACCIATA
La ricostruzione del quotidiano porta alla luce quello che la narrativa mainstream aveva accuratamente evitato di approfondire: la natura reale dei rapporti e dei contatti che hanno preceduto e accompagnato la messa in onda di quel servizio.
Il punto di svolta dell’inchiesta de Il Giornale risiede nella documentazione e nella ricostruzione dettagliata delle interlocuzioni — comprese precise telefonate — avvenute tra Giorgio Mottola, l’inviato di Report curatore del servizio, e un alto esponente dei servizi segreti. Un dialogo che mina alla base la narrazione della “casualità” con cui la trasmissione di Rai 3 avrebbe ottenuto le immagini dell’incontro.
L’inchiesta de Il Giornale scompone il caso pezzo per pezzo, evidenziando una serie di punti nodali che ribaltano la percezione pubblica dell’intera vicenda:
La genesi dello scoop: viene ridiscussa la tesi della cittadina qualunque che casualmente si trova in autogrill, nota due figure istituzionali, le riconosce, le filma con precisione e decide solo mesi dopo di inviare il materiale a Report.
I contatti con l’intelligence: le telefonate e le chat documentate mostrano un canale d’accesso e uno scambio informativo diretto tra il giornalista d’inchiesta e settori degli apparati di sicurezza. Un elemento che sposta il piano dalla cronaca al condizionamento politico-istituzionale.
I tempi e i bersagli: la coincidenza temporale tra la registrazione, la conservazione del filmato e la sua trasmissione avviene in un momento di estrema fragilità politica per il governo Conte II, poco prima della crisi scatenata proprio da Italia Viva.
I PUNTI INQUIETANTI CHE SI RIPROPONGONO ALL'ATTENZIONE
Ciò che emerge da questa ricostruzione non è soltanto la genesi svelata di un singolo servizio televisivo, ma un sistema di interrogativi ben più profondo: uso politico dei servizi o uso dei media da parte dei servizi? Chi ha davvero mosso i fili?
Ci si trova davanti a un giornalismo che ha scoperto una notizia o a un’operazione di dossieraggio veicolata tramite la televisione pubblica? Se un incontro tra un politico di vertice e un dirigente dei servizi segreti viene monitorato e poi trasformato in arma mediatica, fino a che punto gli apparati dello Stato possono intercettare o condizionare le dinamiche politiche di un Paese democratico?
Viene a mancare il confine tra legittimo diritto di cronaca e l’uso spregiudicato di informazioni riservate volte a delegittimare l’avversario di turno.
COSA RESTA OGGI DELL’INCHIESTA DI REPORT?
Dello “scoop” originario di Report resta oggi una cornice incrinata. Se all’epoca il servizio fu accolto come una lezione di giornalismo d’assalto, la contro-inchiesta de Il Giornale lascia sul campo il sospetto pesante che la trasmissione sia stata, consapevolmente o meno, la cassa di risonanza di un regolamento di conti interno agli apparati di sicurezza o agli equilibri di palazzo.
Il messaggio che ci arriva oggi è amaro ma fondamentale: il giornalismo non può considerarsi terzo e indipendente se accetta di diventare il terminale di veline e imbeccate provenienti dai servizi segreti senza svelarne la fonte reale.
Quando la notizia viene confezionata per abbattere un target politico, la trasparenza declamata diventa solo uno schermo fumogeno. La vera inchiesta, oggi, non è più quella che mostra il video dell’autogrill, ma quella che ha il coraggio di chiedere chi c’era davvero dietro la telecamera.
Aggiornato il 07 settembre 2026 alle ore 14:04
