Alberto Beneduce era un economista, e fu ministro del Lavoro nel governo Mussolini nei primissimi anni Trenta del secolo scorso. Erano gli anni della terribile crisi mondiale iniziata nel 1929, con il crollo di Wall Street, quella dove i banchieri americani si buttavano dai grattacieli per intenderci. Questa crisi, colpì in modo inesorabile anche l’Europa, e Beneduce, ebbe un’idea geniale per salvaguardare le banche italiane, stanziando una cifra mostruosa per quei tempi, di 15 miliardi delle vecchie lire, circa il 10 per cento del Pil annuale del nostro Paese (rapportato ad oggi, se ci fosse ancora la lira, circa 40.000 miliardi).
Con quei soldi, Beneduce, fondò l’Iri - Istituto per la ricostruzione industriale - e rilevò i titoli e i crediti industriali tossici che le banche in crisi detenevano, salvandole così dal fallimento. Così facendo, nazionalizzò decine di industrie e aziende che finirono sotto il controllo dello Stato. L’Italia del socialista Benito Mussolini fu uno dei pochissimi Paesi che seppe fare fronte alla peggiore crisi economica mondiale grazie al ministro Beneduce.
Negli anni, l’Iri, divenne un vero gioiello. Lo Stato italiano deteneva il controllo delle migliori aziende e industrie del nostro Paese, siderurgia (Ilva), energia, armamenti, telefonia, banche, ricerca, e tutte le altre erano orgogliosamente di tutti gli italiani. Questo gioiello faceva gola, e dava fastidio al resto del mondo, dopo di che è entrato in gioco Romano Prodi, nominato a più riprese presidente dell’Iri dal presidente Ciampi. Quello stesso Ciampi, che da governatore della Banca d’Italia bruciò in una notte 15.000 miliardi delle vecchie lire in favore del finanziere Soros, che ne intascò ben 9.000. Per “premio” Carlo Azeglio Ciampi fu eletto Presidente della Repubblica, e a Soros fu data la laurea honoris causa dall’Università di Bologna.
Prodi ha poi finito il “lavoro” iniziato nei primi anni Ottanta, quando fu pure Presidente. In tal modo ha cominciato a smembrare e svendere il gioiello ed i gioielli degli italiani. Un esempio per tutti: la svendita del Banco di Napoli per 61 miliardi di lire, sostenendo falsamente che fosse in crisi (il Banco di Napoli fu rivenduto due anni dopo, da chi lo acquistò, per 6.000 miliardi).
Questo è stato fatto dalla sinistra, complice un pavido Ciampi.
Oggi, quasi ogni giorno si vede la sinistra incolpare l’attuale governo di centrodestra del disastro dell’Ilva di Taranto, che è solo una delle tante aziende rase al suolo dalla loro incapacità.
La verità è che Beneduce ha salvato il nostro Paese mentre gli incapaci sinistri hanno smembrato e rovinato la nostra economia svendendola.
Ma perché Prodi e Ciampi avrebbero dovuto volere fare questo al nostro Paese? Quale interesse avrebbero avuto Prodi, Ciampi, e oggi Draghi - che non si fa mai votare a nessuna elezione, non si fa eleggere - a smembrare e depredare il nostro Paese?
Prodi verosimilmente ha creduto con i suoi - tipo Ciampi e vari Pd ex Pci, Ds, Napolitano, ex Dc come lo stesso Mattarella oggi alla Presidenza della Repubblica in base a un secondo mandato inesistente nella nostra Costituzione - a un progetto che pensavano di successo e invece, per incapacità loro, era amaramente fallimentare. Hanno reso povero il nostro Paese, ci hanno reso poveri, da che eravamo ricchissimi e produttivissimi. Praticamente hanno rovinato l’Italia perché incapaci ma convinti di essere capacissimi. Quello che ci si chiede è come mai di fronte a cotante politiche fallimentari di incapaci, il nostro sistema istituzionale non abbia contrastato, espulso gli incapaci prima che si verificassero i danni.
L’Europa attuale, per esempio, è un disastro. Questa Europa avrebbe bisogno di una idea geniale “alla Beneduce” per la sua riforma e stessa esistenza. È necessario oggi “fare asse” con Trump. L’Italia deve fare asse con Trump. Mettere Victor Orban al posto di Von der Leyen, manifestare e attuare un cambio radicale.
Chi come Draghi non si fa mai eleggere - cioè pensa di cadere dall’alto privo di qualsivoglia legittimazione elettorale - è non solo nocivo ma dannoso agli europei. È infatti incostituzionale governare senza essere eletti secondo la nostra Costituzione italiana, se non c’è il collegamento tra elettori e eletti non c’è democrazia.
Lo stesso vale in tutte le democrazie europee, quella europea inclusa. Non i burocrati della Commissione ma i Parlamenti eletti decidono in nome degli elettori, siano essi italiani francesi tedeschi ed europei.
Aggiornato il 01 settembre 2026 alle ore 14:07
