Paolo Barelli valuta positivamente la rivoluzione operata da Marina Berlusconi. Eppure, dentro Forza Italia, l’ex capogruppo alla Camera è stato individuato come un agnello sacrificale. Infatti, dopo la disfatta referendaria sulla riforma della giustizia è stata affrontata la questione del cambio di guardia dei vertici forzisti. Il risultato è stato un avvicendamento alla guida dei gruppi parlamentarti: alla Camera, il liberal Enrico Costa ha sostituito proprio Barelli; al Senato, Stefania Craxi ha preso il posto di Maurizio Gasparri. Oggi, però, Barelli brilla per un encomiabile profilo diplomatico. Intervistato dal Corriere della sera, il neo sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, sostiene che il rinnovamento rappresenti “la strada per il miglioramento. Come si può non essere d’accordo? Poi, certo, questa esigenza va calata nella realtà”. Intendeva questo col richiamo “i partiti si governano dall’interno”? Era un altolà alle decisioni di Marina e Pier Silvio Berlusconi? “Nessun altolà”, sottolinea.
“Ho detto solo una cosa ovvia”, rimarca. “Un partito ha organi statutari che ne garantiscono la gestione. Poi, come nello sport, ci sono i tifosi che vorrebbero che la loro squadra, il loro partito, facesse di più”. Insomma, Barelli chiede rispetto per l’autonomia dei dirigenti. “Ho lavorato con Antonio Tajani perché Forza Italia, dopo la morte dell’insostituibile fondatore – prosegue – avesse i risultati lusinghieri che ha avuto. Da quando Silvio Berlusconi non c’è più lavoriamo per accrescere il consenso rafforzando il radicamento sul territorio. Senza il fuoriclasse Berlusconi si vince solo facendo squadra”. Poi Barelli chiarisce: “Nutro simpatia e stima nei confronti dei figli di Berlusconi ma non ho rapporti personali. E non esprimo giudizi. Così come sono convinto non ne esprimano loro su di me, se non per riconoscere il mio impegno di servitore del partito”.
Intanto, il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi interviene a Sky Start rispetto alla situazione economica italiana. “Noi – afferma – abbiamo ereditato un Paese con un rapporto deficit-Pil superiore all’8 per cento, mentre oggi siamo al 3,1 per cento. Nel Documento di economia e finanza e nel Documento programmatico di bilancio era previsto che quest’anno ci attestassimo al 3,3 per cento. Abbiamo provato persino a raggiungere il 3 per cento. A penalizzarci sono stati soprattutto gli effetti della guerra e il rallentamento del Pil che, trattandosi appunto di un rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo, ha inevitabilmente inciso sul risultato finale. Ma non c’è alcun dramma. Il vero problema è rappresentato dalle conseguenze della guerra, anche economiche, che il conflitto continua a trascinarsi dietro, a partire proprio dal rallentamento della crescita”.
Secondo il portavoce forzista, “la strategia è solo una: aumentare la crescita, quindi far salire il Pil del Paese, per rientrare del deficit. Dopodiché ci sono partite che pesano moltissimo. Quella del Superbonus incide in modo enorme e, purtroppo, ha prodotto benefici molto limitati. Il nostro Paese è solido: lo spread è ai minimi storici, e questo conferma la stabilità del sistema, e il costo del debito resta sotto controllo. Andiamo avanti, cercando di tenere i conti in ordine e, allo stesso tempo, di sostenere la crescita. Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat sulla pressione fiscale sulle imprese confermano inoltre una sua riduzione. Anche questo è un risultato molto positivo ottenuto in questi anni”.
Frattanto, Forza Italia giovani Lombardia annuncia la partecipazione alla manifestazione del 25 aprile a Milano. La formazione giovanile forzista ribadisce “il valore della Festa della Liberazione come momento di unità nazionale, memoria storica e difesa della libertà”. Una presenza, sottolineano dal partito, che vuole testimoniare “l’impegno delle nuove generazioni azzurre nel custodire i principi democratici, contrastare ogni forma di odio e riaffermare i valori dell’Occidente, del pluralismo e della convivenza civile”. Secondo i giovani forzisti, “il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani che credono nella libertà, nella democrazia e nel rifiuto di ogni totalitarismo. Per questo saremo presenti con orgoglio, consapevoli che la memoria non può essere piegata a logiche di parte ma deve essere patrimonio condiviso della nostra nazione”, commenta Andrea Ninzoli, segretario di Forza Italia giovani Lombardia. “Abbiamo lavorato per garantire una presenza seria, composta e convinta dei giovani azzurri lombardi”, aggiunge Andrea Maniscalco, responsabile della Comunicazione di Forza Italia giovani Lombardia. “Saremo in piazza con rispetto istituzionale e con un messaggio chiaro: la libertà va difesa sempre, senza ambiguità, contro ogni estremismo e contro ogni rigurgito di antisemitismo”.
Aggiornato il 23 aprile 2026 alle ore 12:56
