La lettura degli atti pubblici di un ente è sempre importante perché ti permette di conoscere cosa sta succedendo realmente e spesso riserva anche qualche sorpresa interessante. Leggendo attentamente la delibera del Consiglio di amministrazione dell’Asp Sant’ Alessio, la numero 2 del 17 aprile, si viene a conoscenza che la Corte dei conti ha acceso un bel faro sull’ente chiedendo, con due diverse note, la 1998 e la 1999 sempre del 10 aprile, atti e provvedimenti adottati in materia di gestione del fondo immobiliare e atti inerenti alla riorganizzazione del personale. La delibera del Cda, che ha come oggetto l’affidamento al direttore dell’Asp dell’attività di individuazione del conferimento, con carattere di urgenza, di incarichi a consulenti e periti in materia economica-contabile, tecnico urbanistica e giuslavorista, fa riferimento anche a due precedenti delibere del Cda, del 19 novembre e del 16 dicembre, che hanno portato alla emanazione di due determine dirigenziali per le nomine di esperti. La determina dirigenziale numero 487 del 5 dicembre 2025 che ha dato incarico ad uno studio professionale “di svolgere una due diligence inerente all’attività di gestione del fondo immobiliare Sant’Alessio, nel periodo compreso tra gli anni 2017-2025”. Costo del compenso 80mila euro.
Mentre con la determina dirigenziale 508 del 24 dicembre 2025 l’ente da incarico allo stesso studio legale “per dare assistenza all’ente circa le problematiche insorte sui fondi salari accessori” per una cifra di 29mila euro. Insomma, allo stesso studio legale viene dato l’incarico sia per la due diligence che per i fondi sul salario accessorio, per una cifra complessiva pari a circa 120mila euro. Sempre la delibera del Cda del 17 aprile fa riferimento a due relazioni che questo studio legale ha inviato all’ente. Una relazione tecnica del 26 gennaio 2026 con la quale il professionista chiede all’ente di incaricare un esperto in materie economiche, al fine di individuare, imputare e quantificare i profili di danno patiti dall’Asp con riferimento alla gestione del Fondo immobiliare. Con una seconda relazione, del 13 febbraio, lo stesso professionista invita l’Asp Sant’ Alessio a incaricare un esperto in materia di “fondi salari accessori, al fine di coadiuvare l’attività propedeutica all’individuazione di ogni possibile soluzione, rispettosa del quadro normativo e sanzionatorio di riferimento”.
Con la delibera del 17 aprile il Consiglio di amministrazione da mandato al direttore facente funzioni di affidare, con carattere di urgenza e indifferibilità, i complessi incarichi professionali descritti nella delibera. Detto fatto. Questa mattina sul sito viene pubblicata la determina del direttore ad interim, la numero 175 del 21 aprile, per incaricare un professionista-commercialista per il supporto tecnico di parte per la stima dei possibili danni economici patiti dall’Asp relativamente alla gestione del fondo immobiliare Sant’Alessio negli anni 2017-2025. Costo 105mila. Insomma, siamo ad oggi siamo a incarichi di consulenze per circa 225mila euro, e manca ancora un altro incarico. Per carità, capisco tutto, ma il quadro dovrebbe essere abbastanza chiaro. Basta leggere la relazione di fine mandato dell’ex commissario, inviata in Regione l’11 marzo del 2025, oltre un anno fa, per aver chiaro tutti i numeri del buco finanziario e del possibile danno erariale causato all’ente.
Non solo ma in quella relazione è scritto chiaramente che l’ex commissario ha inviato segnalazioni alle autorità competenti sulla gestione del fondo Sant’Alessio, e immagino anche alla Corte dei conti. Anzi proprio un esperto della Corte dei conti, nominato come consulente dall’ex commissario nel luglio del 2024, avrebbe consegnato un documento all’ente nel quale si denunciava “una possibile mala gestio della società Sorgente spa e Castello spa nell’ambito della gestione del fondo immobiliare Sant’Alessio ed evidenziava l’esigenza di pronte attività commissariali a tutela del pubblico erario”. Per questo non capisco i vertici dell’Asp, ma soprattutto i miei amici che governano la Regione da tre anni, perché ancora cincischiano e non prendono l’una decisione che va presa nel più breve tempo possibile, quella di togliere la gestione del patrimonio alla Sgr e perseguire gli eventuali responsabili del buco finanziario. Faccio notare ai miei amici della Regione che la relazione di fine mandato è di oltre un anno fa e qualcuno potrebbe ritenere l’attuale amministrazione responsabile di omessa o tardiva vigilanza, per non essere intervenuta subito per evitare che il patrimonio continuasse a essere depauperato. Ben venga allora la commissione consiliare di inchiesta sul Sant’ Alessio per una operazione di verità e trasparenza, per questo oggi stesso invierò una mia lettera personale a tutti i consiglieri regionali affinché sottoscrivano e sostengano la proposta del consigliere regionale Alessio D’Amato.
1) Il caso dell’Asp Sant’Alessio
2) Il caso dell’Asp Sant’Alessio
3) Il caso dell’Asp Sant’Alessio
Aggiornato il 23 aprile 2026 alle ore 11:05
