In un momento storico caratterizzato da un crescente e sempre più evidente antisemitismo, arriva la richiesta della Spagna di sospendere l’accordo tra Unione europea e Israele.
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue a Lussemburgo ha dichiarato: “Insieme a Slovenia e Irlanda, abbiamo richiesto che la sospensione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e Israele venga discussa e dibattuta oggi, sulla base dell’articolo 2, che stabilisce che l’Ue può avere una relazione con Israele solo basata sul rispetto dei diritti umani. Vediamo che, da quando la Spagna e altri Paesi hanno avanzato la stessa richiesta, Israele non ha fatto altro che intensificare e far degenerare la spirale di violenza e guerra e che la situazione è peggiorata”.
Aggiungendo: “Dobbiamo dire chiaramente a Israele che deve cambiare rotta, che la guerra non può essere l’unico modo in cui si relaziona con i suoi vicini mediorientali. E la domanda che porrò a tutti gli altri Paesi dell’Unione europea è: cos’altro deve accadere perché l’Ue sia scossa dal modo in cui Israele gestisce le sue relazioni con gli altri Stati mediorientali? Cos’altro deve accadere perché l’Unione europea sia scossa dalle sistematiche violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani da parte di Israele. È giunto il momento di inviare un segnale forte: non possiamo mantenere il rapporto che abbiamo avuto finora, con un Consiglio di associazione, se Israele non cambia la sua politica”.
Ciò che stona riguarda proprio la tematica dei diritti umani. Perché l’Iran, o Hamas o la Cina o finanche la Russia, non rappresentano certo un esempio lungimirante in tal senso.
Allo stesso tempo, il diritto di criticare la politica del governo israeliano non dovrebbe portare a sconfessare le origini giudaico-cristiane dell’Occidente, né tantomeno dovrebbe suscitare la voglia di abbandonare il popolo ebraico al suo destino, con la minaccia incombente di venir cancellato dalla faccia della terra.
Eppure, la sinistra globalista ha deciso che per lei Israele è il male assoluto, preferendo il sostegno implicito a dittature ed autocrazie. Alla faccia dei diritti umani.
Vengono in mente le parole del presidente degli ebrei romani Victor Fadlun, in occasione dell’ennesima aggressione subita da un uomo solo perché indossava la kippah: “Deve essere chiaro a tutti che l’antisemitismo esiste da sempre e dopo il 7 ottobre è aumentato in maniera esponenziale. E che nel momento in cui un ebreo viene insultato e aggredito, in Italia, a Roma, in quanto ebreo, a esser messi in gioco sono i valori fondamentali della Costituzione che appartiene a tutti”.
E questo vale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione europea e tutti i Paesi che vogliono rimanere nell’orbita occidentale.
Aggiornato il 21 aprile 2026 alle ore 13:37
