Situazione energia, Salvini suona la sveglia

Da una parte l’Unione europea e dall’altra Matteo Salvini. Il vicepremier ha parlato di energia e della “situazione delicata” che sta attraversando l’Italia, in un lungo intervento ai microfoni di Rtl. “O Bruxelles se ne accorge, o la sveglia gliela suoniamo noi”, ha dichiarato il ministro dei Trasporti, rispondendo alla richiesta di “rigore” dell’Ue. “Se si può derogare tutti insieme al Patto di stabilità, bene così. Altrimenti saremo costretti a procedere da soli, e voglio vedere se qualcuno aprirà un’infrazione se oseremo aiutare le imprese e le famiglie italiane in difficoltà visto l’aumento del costo dell’energia”. L’Italia non è in guerra, né in Ucraina né in Iran, e “vorremo che non fossero gli italiani a pagare lo scotto. Se ce lo fanno fare, perché si svegliano dal torpore a Bruxelles, bene. Altrimenti saremo costretti a farlo da soli e siamo determinati a farlo da soli”, ha aggiunto Salvini.

Dalla Ue, intanto, promuovono più aiuti di Stato. Ma lo può fare “chi ha capienza di bilancio, penso alla Germania o alla Francia che se ne frega del parametro del 3 per cento. A noi chiedono rigore, ma il rigore nel momento in cui malato si aggrava, non per scelte italiane ma per il contesto internazionale, non è sostenibile”, ha spiegato il vicepremier. Che aggiunge: “Non chiediamo dei soldi in più, chiediamo semplicemente di poter usare i soldi al bilancio dello Stato italiano, pagati dagli italiani, per bloccare ogni eventuale aumento, che è già in corso, per quello che riguarda luce, diesel e gas almeno per tutto il 2026 per dare certezze a famiglie e imprese”. Per quanto riguarda il taglio delle accise, prorogato al primo maggio, che sembra non sufficiente, “pensate cosa sarebbe senza il miliardo di euro messo in bilancio. Siamo il governo europeo che ha investito di più, ma è chiaro che non è sufficiente, non si può andare avanti per settimane così”. E conclude: “Chiediamo alla Commissione europea, che ci permette per assurdo di derogare ai vincoli di bilancio per comprare armi, la stessa possibilità per il tema energia, bollette e famiglie e imprese”.

Il settore delle costruzioni è d’accordo con il vicepremier. “Ha ragione il ministro Salvini a sollecitare anche oggi un immediato intervento europeo per affrontare questa emergenza energetica senza precedenti. Se non lo facciamo ora, allora quando?”, ha dichiarato la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio. Secondo Brancaccio il protrarsi delle tensioni nel Golfo, con il blocco dello stretto di Hormuz, sta generando un forte shock sui mercati energetici con effetti immediati anche sul comparto delle costruzioni. “Il proseguire del conflitto con il blocco dello stretto sta determinando una situazione insostenibile a livello energetico che ha pesanti ricadute anche nel nostro settore impegnato in tanti cantieri strategici, in vista soprattutto della chiusura del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Le imprese, ha aggiunto la presidente dell’associazione dei costruttori, si trovano strette tra scadenze operative stringenti e un mercato dei materiali sempre più instabile. Da qui l’appello a una risposta coordinata tra governi nazionali e istituzioni europee. L’intervento, ha sottolineato Brancaccio, appare indispensabile per evitare che la nuova crisi energetica cancelli i segnali di ripresa costruiti negli anni successivi alla pandemia. Si tratta, ha concluso, di una “situazione senza precedenti e con contorni del tutto imprevedibili”. Per questo “fa bene il governo italiano a chiedere un intervento immediato e noi forze produttive di questo Paese non possiamo che sostenere e amplificare questa richiesta, affinché abbia quanto prima riscontro positivo”. Prevenire una crisi è anche molto più conveniente che dover poi tamponarne gli effetti.

Aggiornato il 14 aprile 2026 alle ore 14:28