Giorgia Meloni tira dritto e rivendica la bontà dell’azione di Governo. “Niente dimissioni, né rimpasto, governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”. La presidente del Consiglio, nella sua informativa, prima alla Camera e poi al Senato, rispedisce al mittente (le opposizioni), le accuse di sudditanza nei confronti di Donald Trump. “La collocazione internazionale dell’Italia è la stessa da circa 80 anni”. E sulla giustizia, dopo la vittoria del no al referendum, la premier auspica che “il cantiere di questa riforma non venga abbandonato, abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete in un clima di collaborazione a favore di una magistratura libera”. Meloni assicura che “se la crisi in Iran peggiora, bisogna sospendere il Patto di stabilità”. E sulle presunte infiltrazioni della criminalità in Fratelli d’Italia dopo i casi relativi ad Andrea Delmastro e Gioacchino Amico, sottolinea: “Non accetto lezioni di antimafia”.
Su un aspetto la premier rimarca la propria visione politica: “Quanto alle dimissioni, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle opposizioni, nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno, esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più. Tanto che definisce questo governo un pericolo per l’umanità ma non ne invoca le dimissioni. Una posizione bizzarra di chi ostenta una sicurezza che non ha. Ci siamo presi l’impegno di governare la nazione per cinque anni ed è quello che faremo non importa quanto sarà difficile. Lo scenario” internazionale “non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l’aumento del corto mondiale del petrolio”. La presidente del Consiglio sottolinea l’indipendenza dagli Stati Uniti trumpiani.
“La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo la Meloni scelga tra Trump e l’Europa”. Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l’unità dell’Occidente, “mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo. Siamo testardamente occidentali. Perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli”.
Aggiornato il 09 aprile 2026 alle ore 18:40
