Pizzaballa andrebbe avvicendato al più presto

In Italia si sono tenute le chiese chiuse per quasi un anno con il pretesto del Covid e ci sono stati numerosi episodi di funzioni interrotte dai carabinieri. All’epoca nessun cardinale barricadero disse niente o quasi e Papa Francesco, per così dire, abbozzò.

In Israele da qualche giorno le autorità civili e politiche sono state costrette a chiudere tutti i luoghi di culto, ad ebrei, islamici e cristiani, per il semplice motivo che più di un missile è caduto in quei paraggi.

Ci sarebbe da chiedersi se il cardinal Pizzaballa – uno che porta disinvoltamente la kefiah al collo – fosse stato fatto entrare e per disgrazia un missile lo avesse colpito poi cosa sarebbe successo? Avrebbero detto che Netanyahu gli aveva teso una trappola? Pizzaballa si comporta come un antisraeliano di fatto. E da tempo. Chissà se si ricorda l’opinione pubblica dell’assedio della Natività quando lo stesso Pizzaballa si opponeva al fatto che i soldati israeliani entrassero nella chiesa per prendere i terroristi palestinesi che invece indisturbati ci si erano asserragliati.

Con mitra e bombe mano.

Ecco forse Papa Leone un pensierino al suo avvicendamento potrebbe farcelo. E già che ci sta potrebbe pure riconsiderare il ruolo del cardinale Matteo Zuppi che sembra non abbia visto di cattivo occhio tutti quei parroci militanti per il No al referendum sulla giustizia.

Purtroppo, ci sta anche un’interfaccia italiana da considerare: il ministro dell’Interno Antonio Tajani. Che come quasi tutti nella maggioranza, preso dal panico per la prima (e speriamo ultima) sconfitta elettorale, invece di adoperare la ragione e la diplomazia, si è lasciato andare a dichiarazioni imprudenti su Israele e addirittura ha richiamato l’ambasciatore israeliano in Italia per consultazioni. Bella stupidaggine. Una tempesta in un bicchier d’acqua. Che sia il caso di avvicendare anche lui?

Di certo, comunque, se si continua così nel governo con reazioni isteriche suscitate dal panico per la sconfitta passata, si pongono le basi per quella futura. E nel 2027 alle politiche si va a sbattere.

Aggiornato il 30 marzo 2026 alle ore 11:57