Brevi appunti di viaggio
A Sinistra hanno passato anni nel chiedere abiure a iosa del fascismo da parte dei loro avversari, ritenendo insufficiente ogni passo compiuto dalla Destra in tale direzione – si pensi, in ordine sparso, alle “tesi di Fiuggi” durante il congresso fondativo di Alleanza Nazionale, piuttosto che allo storico discorso di Berlusconi ad Onna per la festa della Liberazione – e il tutto senza che in questo Paese vi sia stato uno straccio di Bad Godesberg (tradotto: i progressisti non hanno mai fatto i conti con il loro vissuto storico). Ed ora che il campo conservatore ha dato dimostrazione plastica di essere antifascista, andando a eliminare nella carne viva della Costituzione quei grumi istituzionali del ventennio ancora presenti nella Carta (parlo degli ultimi residui del processo inquisitorio, in virtù di una coincidenza formale e sostanziale delle carriere dei giudici e dei Pm voluta dall’allora Guardasigilli del regime, Dino Grandi), riforma peraltro ispirata da un ex ministro della Giustizia nonché partigiano socialista, cosa fa la sinistra-centro? Lancia l’allarmismo sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura, messe a rischio dalla riforma Nordio. Ma dai!
A proposito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Se ne parla nell’articolo 104 della Costituzione, che verrà – in caso di esito referendario positivo – riformato. Tuttavia, l’unico passaggio a rimanere inalterato sarà proprio questo. Eppure, dal fronte del No continuano a reiterare il rischio di assoggettamento del potere giudiziario. Sono di sinistra, ma applicano alla perfezione la massima di Goebbels su bugie e verità.
Proviamo a praticare un po’ di sillogismo spiccio. Dunque: Schlein e soci ritengono che il fronte del SÌ voglia intaccare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e rendere ancor più influente la pressione del governo (in realtà sarebbe il Parlamento, ma vabbè) su entrambi i Consigli superiori della magistratura. Ci siamo? Bene. Molte personalità politiche e culturali della sinistra militano sul fronte del Sì. E quindi? E quindi, per i leader di Pd-M5s-Avs, va da sé, gente come Pisapia (Pisapia!), Barbera (ex presidente della Consulta), Sabino Cassese (ripeto: Sabino Cassese!), oltre a Ceccanti, Picerno, Morando, ecc. ecc., o sono dei fessi o sono tutti potenziali attentatori delle prerogative costituzionali dell’ordinamento giudiziario. Ma si può?
Avete notato? +Europa, la scheggia radicale collocata a sinistra e fondata da Emma Bonino, da quando si parla di referendum – e qui il flusso di coscienza dovrebbe suggerire qualcosa tipo: referendum–radicali–battaglie civili…e qui mi fermo – è stata, come dire, silente. O magari – per tacito accordo – si è autocensurata. Il che fa un po’ ridere, se si pensa che uno dei suoi leader, Riccardo Magi, mesi addietro, per denunciare la poca visibilità del suo movimento, si presentò in Parlamento vestito da fantasma. Fa un po’ piangere, invece, pensando a come tale atteggiamento offenda la memoria di Marco Pannella.
Si parla del campo largo, ovvero della coalizione di Centrosinistra che ha ritrovato unità e compattezza grazie a questa battaglia referendaria, ma non si pone l’accento sul fatto che, in realtà, a dilatare il perimetro partitico è stato l’altro fronte, in quanto al Centrodestra, in questa campagna elettorale, si sono avvicinati Azione, buona parte di Italia Viva, il Partito Liberaldemocratico e, di fatto, tutta quell’area sinceramente riformista che ormai non trova più ancoraggi né nel Pd né, a maggior ragione, nel Movimento 5 Stelle e nel duo Bonelli–Fratoianni.
Piccolo appello. Bisogna votare Sì per proteggere e tutelare la giustizia, la Costituzione, la democrazia. Votare Sì per valorizzare e promuovere i principi liberali e lo Stato di diritto.
Dobbiamo votare SÌ per completare il processo di costruzione e definizione della nostra Carta poiché, per dirla come il filosofo Burke, chi non è in grado di evolversi non saprà mai nemmeno conservarsi.
Aggiornato il 20 marzo 2026 alle ore 16:57
