Referendum, Meloni: “Questa è una riforma di semplice e puro buonsenso”

Giorgia Meloni spiega le ragioni per cui, a suo parere, si dovrebbe votare sì al referendum della giustizia. “Questa riforma non è di destra né di sinistra. E una riforma di semplice e puro buonsenso, e non è affatto un caso che molti dei punti che prevede – dalla separazione delle carriere al sorteggio per il Csm – siano stati proposti in passato da chi oggi li contesta con tanto impeto, col solo obiettivo di attaccare politicamente il Governo. Ma la verità è che questa riforma è una riforma giusta e che riguarda la vita di tutti, la nostra libertà e i nostri diritti”. In un’intervista al Dubbio, la premier parla anche dello scenario del post referendum. “Non ho alcuna difficoltà a dire, in caso di conferma referendaria della riforma – afferma – che nei giorni immediatamente successivi farò avviare a Palazzo Chigi un tavolo con i rappresentanti dei magistrati e dell’avvocatura in modo da raccogliere proposte e suggerimenti per scrivere le norme di attuazione, che saranno importanti quanto la stessa riforma”.

A chi sostiene che la riforma rappresenti una “punizione” nei confronti dei magistrati, la premier risponde che “è un’accusa strumentale, di chi non ha argomenti di merito per contestare la riforma. Noi non vogliamo punire nessuno, e non accetto che qualcuno lo sostenga”. L’Alta Corte disciplinare, ha concluso, è “una delle novità più importanti di questa riforma, perché introduce finalmente un organismo disciplinare terzo e imparziale che valuterà l’operato dei magistrati nel merito, e non più con la sezione disciplinare di un Csm eletto su base correntizia”. Frattanto, fa discutere, soprattutto a sinistra la posizione di Stefano Ceccanti, ex parlamentare del Pd, ma schierato per il sì al referendum. Il suo video pro-separazione delle carriere, pubblicato da Giorgia Meloni in un suo post, non gli provoca imbarazzo. “Distinguiamo il voto per le Politiche, dove noi siamo col centrosinistra, dalla scheda per il referendum. La separazione delle carriere per noi è una riforma liberale. I video della nostra campagna sono pubblici” ed è vero, quello che ha sottolineato la premier: “Noi sosteniamo la riforma e non il centrodestra”. Lo afferma l’ex dem in un’intervista alla Stampa.

“Il testo – spiega – non cambia i rapporti tra potere giudiziario e politico, cambia gli equilibri dentro la magistratura. Separando l’organo che gestisce le carriere, le carriere dei giudici non potranno essere influenzate dai pm, che quindi potranno essere più liberi di giudicare. È quello che si voleva con il nuovo articolo 111, il giudice terzo”. Il Pd, aggiunge, sbaglia a schierarsi per il no, “perché nel 1999 le forze politiche che hanno dato vita al Pd votarono insieme al centrodestra la riforma del giusto processo che voleva arrivare, in sostanza, dove stiamo arrivando ora”. Poi, conclude Ceccanti, “si può dire che il punto di arrivo non è esattamente quello che immaginavamo. Ma è senz’altro più vicino rispetto allo status quo. Si sta facendo più opposizione a quello che il Pd era che non al centrodestra”. Nel suo video, infatti, Stefano Ceccanti, fondatore dell’associazione LibertàEguale-sinistra del Sì, spiega: “Noi siamo collocati nel centrosinistra, ma quando c’è un referendum si decide sul merito. Questo referendum è giusto e bisogna votare Sì, perché la Costituzione ci dice già che il giudice deve essere terzo”.

Aggiornato il 16 marzo 2026 alle ore 16:31