Al confronto promosso dal partito dello scudocrociato, l’ex magistrato riaccende il tema della riforma. Chiarelli, vicesegretario nazionale: un’occasione utile per scegliere consapevolmente.
In vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, l’Udc intensifica il proprio impegno politico a sostegno delle ragioni del Sì, promuovendo occasioni di confronto pubblico su uno dei temi più delicati per l’equilibrio democratico del Paese: il rapporto tra funzione requirente, funzione giudicante e garanzie dello Stato di diritto.
In questo quadro si inserisce l’iniziativa promossa dall’Udc in Puglia, che ha visto protagonista l’ex magistrato Luca Palamara, autore del libro “Il sistema colpisce ancora”, edito da Rizzoli, in un incontro molto partecipato dedicato alle motivazioni del voto favorevole alla riforma.

A guidare politicamente il senso dell’appuntamento è stato soprattutto l’on. Gianfranco Chiarelli, vicesegretario nazionale e commissario regionale Udc Puglia, che ha collocato il dibattito in una prospettiva ben più ampia rispetto alla dimensione territoriale, richiamando la necessità di una scelta consapevole da parte degli elettori su un passaggio ritenuto decisivo per il futuro della giustizia italiana.
Secondo Chiarelli, il referendum rappresenta un’occasione concreta per rafforzare trasparenza, equilibrio e comprensibilità del sistema giudiziario agli occhi dei cittadini. Al centro del suo intervento, uno dei nodi principali della riforma: la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice.
“Pubblico ministero e giudice svolgono funzioni diverse: separarli significa rendere la giustizia maggiormente comprensibile e trasparente per i cittadini”, ha spiegato Chiarelli. “La parità tra accusa e difesa è un principio fondamentale dello Stato di diritto. Separare le carriere significa garantire processi più giusti, come già avviene nelle più importanti democrazie del mondo”.
L’iniziativa, svoltasi a Martina Franca, ha registrato una partecipazione ampia e consapevole, segno di un interesse crescente dell’opinione pubblica verso una riforma che tocca temi centrali come l’autonomia della magistratura, il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura e il corretto bilanciamento tra i poteri dello Stato.
Nel corso dell’incontro, il confronto con Luca Palamara ha consentito di approfondire anche il tema delle dinamiche interne alla magistratura. Intervistato da Pierpaolo D’Auria, l’ex magistrato ha ripreso alcuni dei contenuti affrontati nel volume scritto con Alessandro Sallusti, soffermandosi sui meccanismi che, a suo giudizio, hanno inciso negli anni sul sistema delle nomine e sugli equilibri tra correnti.

“Quello che abbiamo cercato di raccontare − ha spiegato Palamara − è che il problema non può essere ridotto alle colpe di alcuni protagonisti. Esiste un meccanismo che negli anni ha condizionato il funzionamento della magistratura, soprattutto nel sistema delle nomine e nei rapporti tra correnti. Se non si interviene su questo punto, il rischio è che tutto resti esattamente com’è”.
Palamara ha inoltre collegato il dibattito referendario alla necessità di affrontare in maniera strutturale il tema della riforma della giustizia, indicando nella separazione delle carriere uno dei passaggi più rilevanti per rendere più chiaro e coerente il sistema.
L’appuntamento ha assunto così un valore politico che va oltre il singolo evento pubblico, rilanciando il contributo dell’Udc nel confronto nazionale sulla giustizia e confermando la volontà del partito di presidiare con forza una materia decisiva per la credibilità delle istituzioni.
Con l’iniziativa sulle ragioni del Sì, l’Udc ribadisce dunque una linea chiara: riportare al centro del dibattito pubblico il tema della riforma della giustizia, sostenendo un cambiamento che, nelle intenzioni del partito, possa rafforzare le garanzie, la trasparenza e la fiducia dei cittadini nello Stato di diritto.
Aggiornato il 09 marzo 2026 alle ore 10:03
