Il sindaco Lando Conti ricordato nel quarantesimo dell’uccisione

La Firenze massonica ha ricordato Lando Conti, il sindaco e imprenditore che fu ucciso il 10 febbraio del 1986 da un commando delle Brigate rosse in zona Ponte alla Badia. Lungo un tracciato segnato dalla memoria, dall’impegno civile e dalla riflessione si è svolto l’evento organizzato dal Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani. A quarant’anni dal tragico episodio, la massoneria toscana e la Città di Firenze hanno voluto rinnovarne la memoria, con un’iniziativa pubblica d’alto profilo storico e civile. Cornice d’eccezione è stata lo splendido Palagio di Parte Guelfa, per il primo appuntamento del 21 febbraio scorso, curato dalla rispettabile loggia, dedicata all’illustre personaggio, Lando Conti, numero 884 all’Oriente di Firenze. Un uomo di valore, “libero e massone, un amministratore della cosa pubblica”, Conti fu uomo politico onesto nonché iscritto alla massoneria toscana. Il professor Fulvio Conti, docente di Storia contemporanea all’Università di Firenze, poi ha condotto delle riflessioni storiche con una relazione dal titolo Libera Muratoria e loverno locale: sindaci massoni fra Ottocento e Novecento.

Un’analisi del contributo di quegli esponenti della massoneria che hanno offerto all’amministrazione civica italiana tra XIX e XX secolo, con particolare attenzione al ruolo svolto nelle istituzioni locali, nei processi di modernizzazione urbana e nella costruzione della cultura amministrativa liberale. I lavori sono stati conclusi dal Gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, con una riflessione finale sul significato attuale dell’eredità morale e civile di Lando Conti. Spazio nell’evento per il valore della memoria. Un quarantennale che diventa non solo commemorazione ma anche un’occasione di approfondimento collettivo. Come sottolineano i promotori, il ricordo di eventi traumatici per la vita democratica tende ad affievolirsi se non sostenuto da un processo attivo di memoria, indispensabile per mantenere viva la coscienza civile e sociale. Un legame importante tra passato, presente e futuro in una iniziativa che vuole andare oltre la celebrazione. Poiché ciò che conta è mantener vivo, anno dopo anno, il ricordo di Conti, interrogandosi al contempo sul ruolo che la massoneria può continuare a svolgere in una società in trasformazione, al di là di pregiudizi e semplificazioni.

Aggiornato il 04 marzo 2026 alle ore 14:22