Dicono che il referendum di primavera non c’entra nulla con la vicenda Tortora. C’entra, eccome. L’Affaire Tortora oltre a Enzo Tortora, coinvolge circa 800 persone, tra gli altri (lo si dimentica quasi sempre), il cantante Franco Califano. Centinaia le omonimie (ma risultano dopo giorni e giorni di preventivo arresto); centinaia le assoluzioni, in primo e secondo grado. Anche Califano (lo si dimentica quasi sempre) dopo una lunga preventiva carcerazione, viene assolto: non ha commesso alcun fatto contestato.
Lo sbandierato “venerdì nero della camorra” diventa il “venerdì nero della giustizia napoletana”. I responsabili di questa Caporetto giudiziaria non sono chiamati a rispondere del loro operato.
Il Consiglio Superiore della Magistratura ritiene che il Pubblico Ministero Diego Marmo abbia le qualità per diventare capo della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Il Consiglio Superiore della Magistratura ritiene che il Pubblico Ministero Lucio Di Pietro abbia le qualità per ricoprire ruoli di rilievo come procuratore generale di Salerno e procuratore nazionale antimafia aggiunto.
Il Pubblico Ministero Felice Di Persia si candida in quota Magistratura Indipendente al Consiglio Superiore della Magistratura. I suoi colleghi lo eleggono. Svolge il suo mandato dal 1986 al 1990. Quando nel 1988, dopo le dimissioni di Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone si candida per la carica di consigliere istruttore della procura di Palermo, è tra quanti gli negano il voto e preferiscono Antonino Meli.
Questi sono alcuni dei “gustosi” frutti del Csm, allora “governato” con gli stessi criteri di oggi; nessuno pensa che una diversa organizzazione e un diverso criterio di elezione sia la soluzione per tutti i mali. Ma certo non accadrà quello che è accaduto.
Un “accaduto” che chiunque poteva vedere già nel momento in cui accadeva, senza attendere Palamara. Non per un caso, nella primavera del 1986 il Partito Radicale, il Partito Socialista e il Partito Liberale presentano la richiesta di tre referendum abrogativi sulla responsabilità civile dei magistrati, sull’abrogazione della Commissione Inquirente e sul sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura.
Sappiamo com’è andata, infatti dopo quarant’anni siamo ancora qui a parlarne.
Dal 2017 al 2025 le persone risarcite per ingiusta detenzione sono state 6.485. Il costo per lo Stato (e di conseguenza per i cittadini) è stato di 278,6 milioni di euro.
Dal 2017 al 2025 le azioni disciplinari per negligenza o colpa grave dei magistrati sono state 93. Ben 49 sono state archiviate con un non doversi procedere; altre 29 si sono concluse con assoluzione; 9 le censure; un solo trasferimento di sede; 5 ancora in corso.
Qui si sfida non solo il buon senso, ma anche il calcolo delle probabilità: il tasso delle sanzioni rispetto ai casi di ingiusta detenzione (e si parla dei soli casi riconosciuti) è di 0,15 per cento: una sanzione ogni 648 casi di risarcimento.
Ecco come funziona l’attuale Consiglio della Magistratura.
Nessuno sostiene che il sistema del sorteggio sia la panacea, ma certo non produrrà i guasti e i pessimi frutti dell’attuale sistema spartitorio.
Aggiornato il 13 febbraio 2026 alle ore 11:32
